I nuovi sondaggi politici proposti oggi, 30 marzo, da Emg segnalano un M5S in grande crescita. Anche al ballottaggio i 5 Stelle confermano la loro superiorità su Pd ed un eventuale listone del Centrodestra unito. L'ascesa dei pentastellati è impetuosa. Dopo aver toccato il fondo a fine febbraio, i grillini hanno avuto la pazienza e la forza di rialzarsi, arrivando a guadagnare il 2,5 percento, riportandosi intorno al 28 percento (27,9 il dato di questa settimana). E adesso, a livello nazionale, il Partito democratico è nuovamente vicino. In una sola settimana il Movimento 5 Stelle ha recuperato quasi un punto percentuale ai democratici, che sono dati in flessione dello 0,2 percento (31,4).

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Anche il Centrodestra unito a livello nazionale è più vicino: il listone è dato al 30,5%. La distanza dunque si è assottigliata a poco più di 2 punti percentuali. Ricordiamo che l'obiettivo secondo posto diventa fondamentale. Solo se si piazzassero alle spalle del Partito democratico i pentastellati andrebbero al ballottaggio, altrimenti al secondo turno accederebbero unicamente il Pd e il Centrodestra. 

Politica, dibattito sul referendum Trivelle

Chiudiamo la parentesi degli ultimi sondaggi politici e spostiamo il nostro focus sul referendum Trivelle. La discussione sta, a poco a poco, ricevendo sempre più importanza dai politici. Su questo tema, si profila l'ennesimo scontro tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. In un recente post su Facebook, Di Maio, vice presidente della Camera, si è scagliato contro Renzi.

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Per il potenziale futuro premier di un governo M5S, "il premier parla per convenienza delle lobby dei petrolieri che gli pagano le campagne elettorali". Sempre secondo Di Maio, l'ex sindaco di Firenze dovrebbe rispettare il diritto di votare e di esprimersi, denunciando la scelta di indire il referendum il prossimo 17 aprile, anziché proporlo durante le amministrative comunali che si terranno a giugno, spendendo così 300 milioni di euro di soldi pubblici. Un attacco durissimo quello di Di Maio, che prosegue affermando come il premier mente quando invita all'astensione i cittadini, dicendo loro che è un referendum inutile. Contrario alla decisione dei vertici del Pd di astenersi al referendum il leader della minoranza dem, l'onorevole Roberto Speranza, che a proposito della scelta del segretario del Pd si è espresso così: "C'è ancora tempo per cambiare rotta". Un po' a sorpresa, contrario alle trivelle anche il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Il numero uno del partito del Carroccio ha affermato che andrà a votare e voterà sì contro le trivelle, sottolineando come il petrolio dell'Italia siano il mare, il paesaggio, l'ambiente e il turismo. Allo stesso modo, contrario a quanto detto da Renzi anche il governatore della Puglia Emiliano, il quale ha sottolineato come il premier abbia detto due bugie, ovvero che se vincerà il sì si perderanno posti di lavoro (in realtà, sostiene Emiliano, rientrerà in vigore la legge del '91, che prevede la proroga di cinque anni in cinque anni nella fase finale sotto il controllo delle Regioni), e questi nel giro di poco tempo sono aumentati da 4 mila a 10 mila.  #Sondaggi politici