"Astensione è scelta legittima". Pochi giorni prima del referendum sulle trivelle il cui risultato non è stato validato per il mancato quorum, questa frase pronuncia dal capo del #Governo, Matteo Renzi, causò un mare tempestoso di polemiche. L'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sostenne più o meno la stessa cosa e quello che venne definito dall'opposizione il "Partito dell'astensione" trovò valido supporto in altri esponenti politici quali la senatrice Francesca Puglisi e l'onorevole Teresa Bellanova. Ci si chiese fino a che punto un presidente del Consiglio potesse indirettamente invitare i cittadini a non recarsi alle urne. Secondo Mauro Tiboni e Pietro Boero, fondatori del movimento "Italia nel cuore" che il prossimo mese di luglio diverrà un partito a tutti gli effetti, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Teresa Bellanova e Francesca Puglisi avrebbero violato la Costituzione.

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Da qui la decisione di sporgere fomale denuncia-querela alle Procure di Brescia e di Asti.

'Violato anche il concetto di Democrazia'

In base all'articolo 51 della legge 352 del 25 maggio 1970, chiunque investito da pubblico potere, funzione civile o militare non può sfruttare la propria carica per costringere o indurre gli elettori all'astensione. La legge prevede anche una pena detentiva da tre a sei anni ed una pesante sanzione pecuniaria per i trasgressori della normativa. Secondo Tiboni e Boero, "Matteo Renzi ed il Partito Democratico non avrebbero violato soltanto la Costituzione ma anche il concetto stesso di Democrazia".

'Sperperato denaro pubblico'

Il movimento "Italia nel cuore" rincara la dose, sottolineato "oltre 300 milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare accorpando referendum ed elezioni amministrative" e ci va giù pesante quando dichiara apertamente che "i favori alle lobbies contano probabilmente di più rispetto ad oltre 8 milioni di poveri che vivono in Italia", il tutto in un Paese basato su "un sistema che non funziona più e non garantisce equilibrio e sviluppo".

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Appello agli 'italiani etici ed onesti'

Tiboni e Boero a margine del comunicato diffuso agli organi di stampa, spiegano che la loro denuncia vuole essere "un messaggio forte agli italiani etici ed onesti" ed a tutti coloro che vogliono sovvertire "il fenomeno di quotidiana rassegnazione creato dalla politica". Italia nel cuore preannuncia il suo ingresso nella politica attiva e si pone come alternativa, come partito in cui la base deve essere costituita, per l'appunto, da "cittadini etici ed onesti". Non a caso viene citato il Movimento 5 Stelle nel quale "il fervore di una parte degli elettori si è spento perché i vertici non sono stati capaci di aver cura nella scelta dei candidati".