Prosegue la lotta contro il ddl “buona #Scuola”: nonostante abbiano ormai preso il via le procedure per il concorso scuola 2016, la contestazione della riforma prosegue sulla strada del referendum abrogativo. A segnare un concreto passo in avanti in questa direzione è la data del 17 marzo in cui sono stati depositati i quesiti referendari che hanno dato ufficialmente il via alla campagna di promozione e pubblicizzazione dell’iniziativa con la collaborazione di media e operatori scolastici. Da qui a distanza di meno di un mese si arriverà alla vera e propria raccolta firme che si svolgerà nei giorni 9 e 10 aprile con la mobilitazione di associazioni, comitati e sindacati.

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La raccolta firme contro la “Buona Scuola” si appresta dunque a divenire realtà: quattro saranno i punti alla base della consultazione popolare che si concentreranno non sulla riforma nel suo complesso, ma solo su determinate norme affette da potenziali vizi di costituzionalità. Dove si firmerà? In centinaia di piazze italiane dove comitati e organizzazioni sindacali allestiranno gli appositi banchetti.

Buona Scuola, i quattro punti del referendum

I poteri del “Preside-sindaco” Grazie alla riforma introdotta dal celebre ddl, il dirigente scolastico ha un forte potere decisionale nella vita professionale del corpo docente: egli può infatti, attraverso lo strumento della “chiamata diretta” stabilire arbitrariamente chi assumere, con buona pace delle graduatorie che acquisiscono così mero ruolo formale.

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Inoltre, grazie ai poteri assunti negli organi collegiali può di fatto influenzare l’assegnazione dei bonus e i premi. La consultazione referendaria proporrà un quesito per abrogare la chiamata diretta dei docenti da parte del preside sugli ambiti territoriali per incarichi triennali

 

Il Comitato di Valutazione Il secondo quesito riguarda i suddetti comitati che dovrebbero essere avviati presto nelle varie scuole: con il referendum si chiederà l’abrogazione parziale dei commi ad esso relativi e il ripristino delle funzioni precedenti del Comitato

 

Alternanza Scuola/lavoro Il terzo punto riguarda l’attività lavorativa obbligatoria per gli studenti nei periodi al di fuori del calendario delle lezioni. Questo punto lesivo del diritto allo studio che può avere importanti ricadute sulla formazione e la crescita dei giovani in età adolescenziale: con il referendum si vuole abrogare l’obbligo delle 200 ore di tirocinio per gli studenti dei licei e le 400 ore per gli studenti dei tecnici-professionali.

 

School Bonus. Si tratta probabilmente del punto più anticostituzionale riguardante i fondi alle scuole private che, secondo gli organizzatori sarebbero cresciuti enormemente per effetto della legge 107: si chiederà pertanto di cancellare “un beneficio riservato alle scuole private” che dovrebbe essere distribuito all’intero sistema scolastico.