Sono ore difficili, per il #Governo Renzi dopo il terremoto che si è scaturito a cause delle dimissioni del ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi. Infatti, il ministro ha espresso la volontà di lasciare il suo incarico al governo, a seguito dell'Inchiesta Eni, nella quale risulta indagato il compagno Gianluca Gemelli, accusato di traffico d'influenze illecite dalla Procura di Potenza. 'Sono stata corretta e in buona fede' ha scritto la dimissionaria Federica Guidi, al Presidente del Consiglio dei Ministri, #Matteo Renzi, il quale, ancora in visita negli Stati Uniti, ha commentato la vicenda dicendo: 'scelta sofferta che condivido'.

Le opposizioni all'attacco

Quello che sta accadendo nella politica italiana, in queste ore, è un antipasto di campagna elettorale, anche perché tutte le forze politiche di opposizione stanno proponendo una mozione di sfiducia al governo da presentare al Senato. Sembra ci siano addirittura clamorosi accordi, tra #M5S, gruppo promotore della possibile mozione di sfiducia e Lega Nord, con il leader del carroccio, Matteo Salvini,che guardando con interesse alla richiesta di collaborazione proposta dal gruppo pentastellato, ha dichiarato:' a patto che la scriviamo insieme'.

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La mozione proposta dai grillini, non vede, però, soltanto il consenso e la condivisione della Lega Nord. Anche Forza Italia, infatti, per voce del suo capogruppo alla Camera Renato Brunetta, ha espresso il favorevole appoggio a questa idea del gruppo pentastellato.

Le accuse al ministro Boschi

In tutto il terremoto politico sul governo Renzi delle ultime ore, oltre al nome del dimissionario ministro Guidi, è fortemente vivo quello del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Proprio il nome del ministro Boschi, sarebbe risultato da un'intercettazione al ministro Guidi, che parlando telefonicamente con il compagno, avrebbe detto:'anche Maria Elena è d'accordo'. Dopo la lettera che annuncia l'addio al governo di Federica Guidi, immediate sono arrivate le accuse e le polemiche nei confronti del governo. Beppe Grillo è stato uno dei primi ad esprimere le accuse alla squadra di governo, facendo partire l'hashtag #RenzieBoschiacasa sul suo profilo Twitter.

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A rincarare le polemiche, ci ha pensato Nunzia Catalfo, capogruppo del Movimento Cinque Stelle a Palazzo Madama, dicendo che:' tutti sapevano e che tutto il governo ha le mani sporche di petrolio. Adesso tutti a casa'. La maggioranza del Partito Democratico, però, per conto suo non è rimasta impassibile alle accuse, dichiarando e rassicurando ciò che nella sua lettera di dimissioni ha annunciato Federica Guidi, ovvero 'la buona fede'.