Secondo quanto riportato dal quotidiano "la Stampa" una nuova bufala politica sta girando nel web da alcune settimane, più specificamente sui gruppi di #Whatsapp. La bufala riguarda l'invito a firmare un "referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni". Stando a quanto si può constatare facendo delle piccole ricerche nel web, tale appello online al referendum risale agli ultimi giorni di marzo/inizio aprile e sin da subito alcuni siti specializzati,come "#bufale.net", avevano parlato de sostenendo che si trattava semplicemente di una "versione semplificata" di una proposta di legge presentata dall'Italia dei Valori (Idv) per rafforzare l'inviolabilità del domicilio.

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Non esiste la possibilità per votare il referendum 

Secondo quanto spiegato nell'articolo pubblicato su "la Stampa",in Italia non esiste la possibilità di votare su un referendum del genere. Difatti, l'istituto giuridico dei referendum prevede due principali tipologie: quello abrogativo, che serve per cancellare una norma o una parte di essa (come quello sulle trivellazioni del 17 aprile [VIDEO]), e quello costituzionale, il quale può essere utilizzato per approvare o respingere una riforma della Costituzione, come quello previsto ad ottobre.Oltre a questi, c'è da segnalare che vi sono i referendum regionali,comunali e provinciali, basati su "questioni legate alle amministrazioni locali o alle fusioni tra enti".

La raccolta firme dell'Idv

Lasciando stare la bufala dell'appello al referendum, c'è da segnalare che la raccolta firme lanciata dall'Idv per modificare la legge sulla legittima difesa, ha già raggiunto oltre 200mila adesioni, come ha fatto sapere il segretario del partito Ignazio Messina. Per entrare più nello specifico, c'è da segnalare che la proposta prevede l'aumento delle pene da due a sei anni per chi viola il domicilio privato e l'abolizione del risarcimento danni nei confronti degli autori di reati di violazione del domicilio, quando questi venga danneggiato dall'intervento del proprietario.

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