Le Primarie USA 2016 ripartono dal Wisconsin. “La notte degli inseguitori”, è così che potrebbe definirsi il voto in Wisconsin. Tra i repubblicani, infatti, Cruz vince raddoppiando le percentuali di Trump, dall’altra parte, invece, il democratico Sanders ha la meglio su Hilary Clinton, ottenendo ben il 56% dei voti. Il voto di ieri notte, seppur non eclatante, sembra riaprire i giochi, soprattutto a destra.

Le dichiarazioni di Trump dopo la sconfitta

Dopo le primarie in Winsconsin, nel partito repubblicano le manovre sembrano chiare e vengono confermate dalle dichiarazioni rilasciate da Trump, attraverso un comunicato. Come riporta il Corriere della sera, Trump ha commentato così la sconfitta: “Cruz il bugiardo è peggio di un fantoccio: è il cavallo di Troia usato dai boss del partito repubblicano per cercare di rubarmi la nomination”.

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Questa volta il miliardario newyorkese sembra aver ragione. Per ottenere la nomination definitiva alle prossime primarie, direttamente al primo turno, bisogna infatti ottenere più del 50% dei delegati, ovvero 1.237. Trump fra i tre candidati è l’unico a poter ottenere questo risultato, ma se non dovesse farcela a raggiungere il quorum, nonostante la vittoria delle primarie, i giochi sarebbero riaperti. A quel punto, nella convention di Cleveland a Luglio, il partito repubblicano potrebbe scegliere un candidato diverso e mettere fine alle ambizioni sia di Trump che di Cruz. Solo così può spiegarsi la larga vittoria del Texano in Wisconsin, dove ha ottenuto dei risultati che vanno molto al di là del suo potenziale politico. Inoltre, c’è già un possibile “sostituto” il cui nome circola insistentemente, ovvero Paul Ryan attuale presidente della Camera e molto più in vista e ben accettato dai “big” repubblicani.

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Sanders non molla e riaccende le speranze

Tra i democratici, invece, Sanders riesce a vincere in Winsconsin ottenendo il 56% dei voti, contro il 43% della Clinton, ma lo scenario non sembra, per il momento, riaprirsi. Il divario che la Clinton ha lasciato dietro di sé è ancora ampio e difficilmente Bernie potrà vincere le primarie. Il newyorkese definito “socialista”, e negli USA “socialista” è un attributo certamente poco positivo, continua però a raccogliere voti, soprattutto da parte dei giovani e di quella fetta della popolazione che non vede di buon occhio le lobby finanziarie e gli interessi economici che guidano la candidatura della Clinton. Sanders ha tutte le ragioni per mantenere elevate le speranze, soprattutto perché se la Clinton non dovesse raggiungere il quorum, nonostante la vittoria alle primarie, Bernie potrebbe far ripensare la propria posizione ai super delegati democratici e ottenere la candidatura. L’impresa è dura, ma in queste primarie del 2016 niente è ancora detto, a conferma tutto ciò c’è il voto a New York, che dopo anni ritorna ad essere nuovamente decisivo.   #Elezioni politiche #Esteri