I sondaggi vengono confermati in Wisconsin dove Donald Trump ed Hillary Clinton subiscono una battuta d'arresto nel cammino verso le nominations repubblicana e democratica per la presidenza degli Stati Uniti. Alla base dei tentativi di rimonta dei due candidati ci sono comunque motivazioni diverse. Ted Cruz oggi è l'anti-Trump scelto dai vertici del Partito Repubblicano e come era facilmente prevedibile, sta beneficiando del passo indietro di Marco Rubio. Questo mese di aprile sarà decisivo per il senatore del Texas, per scoprire se davvero può bruciare Trump sul filo di lana.

Repubblicani: Cruz sfiora il 50 per cento

In Wisconsin, Ted Cruz è stato il più votato con il 48,3 per cento ed ha battuto Donald Trump di oltre tredici punti percentuale considerato che il miliardario newyorkese si è attestato al 35,1 per cento.

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Nelle file del Grand Old Party continua a fare corsa alternativa John Kasich. In Wisconsin totalizza un 14 per cento niente male, di certo non ha più ambizioni da nomination ma la sua è la presenza dell'elettorato moderato repubblicano. Guardando ai prossimi appuntamenti, la presenza di Kasich alle fondamentali primarie di New York del 19 aprile, dove Trump giocherà in casa, non è certamente un bene per Cruz. In base ai sondaggi infatti, l'attuale governatore dell'Ohio sarebbe in vantaggio su Cruz nella Grande Mela, 21 contro 19 per cento. Trump sarebbe invece ben oltre il 50 per cento. "The Donald" ne è consapevole e guarda con rinnovata fiducia al futuro prossimo, nonostante la sconfitta in Wisconsin e di questo ne è consapevole, suo malgrado, anche l'entourage di Cruz. Tornando ai risultati del Wisconsin, Cruz ottiene 33 delegati contro i 3 di Trump e raggiunge quota 508 contro 740 dell'avversario di partito al quale mancano 497 delegati per ottenere la candidatura alla Casa Bianca.

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Democratici: Sanders sfonda il muro dei mille delegati

La lunga notte del Wisconsin è stata decisamente avara di soddisfazioni per Hillary Clinton che negli ultimi sette turni, tra primarie e caucus, si è vista sopravanzare da Bernie Sanders per ben sei volte. Dopo aver vinto in Idaho, Utah, Alaska, Hawaii e Washington, Sanders mette il naso avanti anche in Wisconsin e lo fa in maniera evidente con oltre il 56 per cento dei consensi contro il 43,2 dell'ex segretario di Stato. Che Bernie Sanders fosse un osso duro lo si era intuito sin dalle prime battute delle primarie americane. Forse la stessa Clinton non se lo aspettava così duro ma riteniamo che proprio Sanders si stia rendendo conto di andare attualmente più in alto di ogni più rosea previsione. In Wisconsin ottiene 45 delegati e raggiunge quota 1.045. Hillary ne totalizza 31, gli attuali 1.743 sembrano una botte di ferro per l'ex first lady che deve comunque raggiungere quota 2.383 e pertanto le mancano 640 delegati.

I prossimi appuntamenti

Prima delle citate primarie di New York del 19 aprile si passerà dai caucus del Colorado per i Repubblicani e del Wyoming per i Democratici: la data è quella del 9 aprile.

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In questi Stati ci sono già stati i caucus ma a situazioni invertite. In Colorado lo scorso 1 marzo sul fronte democratico vinse Bernie Sanders mentre nel Wyoming i caucus del GOP videro l'affermazione di Ted Cruz il 12 marzo scorso. #Esteri