Domenica 17 aprile 2016 gli italiani saranno chiamati ad una consultazione popolare per decidere se abrogare o meno il comma n. 17 dell’art. 6, riguardante il DdL n. 152 del 3/04/2006. Si tratta delle trivellazioni in mare, per le quali alcune regioni hanno promosso un referendum, che coinvolgerà tutto il Paese. Il quesito propone l’abrogazione della norma, che fino ad oggi permette di prorogare le concessioni per estrarre idrocarburi fino a che non si esauriscono i giacimenti. Tale disposizione interessa soltanto quelle trivellazioni marine che già sono attive e che si trovano ad operare ad un distanza non oltre le 12 miglia dalla costa. In attesa di scoprire l’esito dell’appuntamento referendario, diamo uno sguardo alle informazioni utili per votare.

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Referendum #notriv, come si vota e fino a che ora

La data in cui bisogna recarsi alle urne per il referendum popolare #notriv ve l’abbiamo citata all’inizio di questo articolo. L’apertura dei seggi elettorali sarà dalle ore 7:00 alle ore 23:00, in maniera continuata. In un primo momento si era pensato di accorpare la consultazione con le elezioni amministrative, ma è stato un nulla di fatto. Ciascun elettore riceverà una scheda di votazione del colore giallo, con all’interno riportate due caselle al di sotto del quesito: ‘SÌ’ e ‘NO’. Mettendo un segno ‘X’ sulla prima vorrà dire che si intende optare per l’interruzione delle trivellazioni in mare alla scadenza delle autorizzazioni, viceversa, tracciandola sulla seconda vorrà dire che si intende far proseguire l’attività fino al momento in cui il giacimento di gas o petrolio si esaurisca.

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A poter votare sono tutti i cittadini aventi un’età maggiore a 18 anni, i quali dovranno presentarsi al proprio seggio di appartenenza muniti di tessera elettorale e documento d’identità. Coloro che avessero smarrito la tessera oppure devono richiederla per la prima volta o hanno esaurito gli appositi spazi per la vidimazione, potranno recarsi presso l’ufficio comunale per farsela rilasciare. Va ricordato, che affinché sia ritenuto valido il referendum, bisognerà raggiungere il quorum, ossia il 50% più uno degli aventi diritto al voto dovranno recarsi alle urne.

In queste settimana c’è stata promozione da parte di associazioni, enti e partiti, anche se qualcuno ha cercato di intralciare il referendum. Il Partito Democratico, infatti, ha optato per l’astensione, ma ci sono dei ’NO’ secchi come il Movimento per le Autonomie e Il Megafono - Lista Crocetta; Nuovo Centrodestra e Unione di Centro sono indecisi, mentre altri come Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Forza Italia e Sinistra Italiana hanno appoggiato il ‘SÌ’. Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che a giugno si svolgeranno le elezioni amministrative in alcuni comuni d’Italia. #Governo #Tutela ambientale