Il referendum del 17 aprile sulla questione delle "trivelle" rappresenta un momento importante della vita politica dei prossimi giorni, ed occorre analizzare quali sono le ragioni di coloro che spingono a votare "sì" e quelle di chi, invece, invita ad astenersi dal voto o a mettere la crocetta sul "no". Si tratta, innanzitutto, di un referendum abrogativo, per cui è necessario il raggiungimento del quorum del 50% più 1 degli aventi diritto al voto. L'originalità di questa campagna referendaria è che non è partita da iniziativa popolare, ma sono state le stesse istituzioni regionali di Basilicata, Campania, Calabria, Marche, Liguria, Puglia, Molise, Veneto e Sardegna a richiedere la consultazione.

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Qual è il quesito per il referendum 17 aprile sulle trivelle?

Il quesito è piuttosto complesso, ma può essere riassunto così: la legge di stabilità del 2016 ha allungato le concessioni per le trivellazioni in mare in modo indefinito e quello che si chiede è di stralciare tale norma e di ritornare alla normativa precedente, che chiedeva di chiudere gli impianti di trivellazione allo scadere delle concessioni. Importante sottolineare che la questione riguarda soltanto 21 concessioni, dunque non è "decisiva": si tratta, piuttosto, di una battaglia politica e ambientalista. Il fronte del "sì" chiede di investire sulle energie rinnovabili e di promuovere politiche energetiche innovative, mentre il fronte del "no" sottolinea soprattutto la possibilità di una perdita di posti di lavoro.

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Nonostante l'invito del premier Matteo Renzi a non andare a votare, il suggerimento che arriva da più parti è quello di recarsi alle urne: il momento dei referendum è fondamentale per la vita politica di un paese democratico.

Perché votare "sì" al referendum 17 aprile sulle trivelle

Le ragioni per votare "sì" al referendum del 17 aprile sono le seguenti, ricordando che questo schieramento è sostenuto sia da associazioni ambientaliste come Legambiente e WWF, sia da movimenti di iniziativa popolare come il "NoTriv":

  • dare un segnale forte al #Governo Renzi: il popolo italiano richiede energie rinnovabili e un mondo più pulito;
  • le trivellazioni in mare hanno un impatto ambientale molto forte: la tecnica dell' "air gun" produce effetti devastanti sulla fauna marina. In più, per quanto riguarda l'Adriatico, questa tecnica potrebbe far collassare il fondale con gravissimi danni per la laguna di Venezia;
  • il turismo potrebbe risentirne perché le piattaforme compromettono la bellezza delle nostre coste;
  • la perdita di posti di lavoro è relativa, secondo la Fiom-Cgil, e può essere ammortizzata con un piano di intervento con energie rinnovabili.

Perché votare "no" al referendum 17 aprile sulle trivelle

Ecco invece perché votare "no" alla consultazione referendaria di domenica 17 aprile:

  • spese ingenti per lo smantellamento delle piattaforme di trivellazione;
  • l'impatto ambientale verrebbe ridotto dal fatto che l'Italia, almeno per una piccola percentuale, non dovrebbe importare petrolio e gas da altri paesi;
  • non ci sarebbe alcun impatto sul turismo;
  • una forte perdita di posti di lavoro.

A questo punto, la scelta ricade sull'elettore.

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Per aggiornamenti sulla questione, potete cliccare su "Segui", in alto sopra l'articolo. #Tutela ambientale