Quello sulle trivelle sarà il 67esimo referendum abrogativo della storia della Repubblica Italiana. Il più celebre, che fece registrare l'affluenza più alta alle urne, fu quello sul divorzio del 12 e 13 maggio 1974. Votarono quasi l'88 per cento degli aventi diritto ed oltre il 59 per cento espresse la propria contrarietà all'abrogazione della legge sul divorzio, legittimandolo di fatto. Per validare il risultato di un referendum abrogativo, come noto, bisogna raggiungere il quorum pari alla metà più uno degli elettori. Un elemento colato a picco dal 1997 ad oggi. Quesiti come l'accesso dei cacciatori a fondi privati o l'abolizione dell'ordine dei giornalisti (entrambi del '97), oppure l'abolizione del voto di lista per l'attribuzione col metodo proporzionale di un quarto dei seggi alla Camera ('99 e 2000), la separazione delle carriere dei magistrati (2000), l'estensione a tutti i lavoratori al reintegro del posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa (2003), l'abolizione ai limiti della ricerca clinica sugli embrioni (2005) e numerose riforme sull'attribuzione dei seggi di Camera e Senato (2009), pur venendo approvati dalla maggioranza dei votanti non raggiunsero il quorum richiesto.

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Il referendum sul nucleare

L'ultimo referendum ebbe invece l'esito sperato dai promotori. Il 12 e 13 giugno del 2011 gli italiani furono chiamati a votare quattro quesiti. Quello più sentito fu proposto da Italia dei valori e chiedeva l'abrogazione delle norme che consentono la produzione in territorio italiano di energia nucleare. Il quorum venne raggiunto, si recarono alle urne oltre il 54 per cento degli aventi diritto ed il 94 per cento si espresse contro la svolta nucleare del Paese voluta dal #Governo Berlusconi. Di fatto questo sconfitta politica, unita all'abrogazione delle norme relative alla privatizzazione dei servizi idrici ed al legittimo impedimento per le alte cariche dello Stato, quest'ultima già "colpita" dalla sentenza della Corte Costituzionale, segnò il canto del cigno per l'ultimo esecutivo retto dall'attuale leader di Forza Italia.

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Silvio Berlusconi si dimetterà in novembre dopo oltre tre anni e mezzo in cui aveva rivestito la carica di premier.