Il mancato raggiungimento del quorum sulle trivellazioni del 17 aprile ha regalato una ventata di entusiasmo all'interno del Partito Democratico soprattutto dopo le polemiche riguardo le dimissioni del ministro Guidi. Ma i dati venuti fuori dalle urne non sono confortanti neanche per i democratici e possono rappresentare una potenziale minaccia in un'ottica futura. Le amministrative  sono alle porte ed ogni mossa da qui in avanti sarà determinante. 

Le dimissioni del ministro e la sconfitta di Emiliano

Proprio le dimissioni del ministro avevano minato una finora forte stabilità di governo e rischiavano di minacciare il risultato del referendum.

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Ma con la vittoria dell'astensione promossa da #Matteo Renzi e  dall'ex  capo di stato Giorgio Napolitano il Partito Democratico ha fatto un respiro di sollievo. Un respiro di sollievo non l'ha fatto sicuramente Michele Emiliano e la corrente del #Pd favorevole al Si. Proprio il governatore della Puglia sia prima che dopo il referendum è stato continuamente accusato di averlo interpretato come una battaglia politica contro Renzi. 

La nuova minaccia

Nonostante tutto si presenta una nuova minaccia da non sottovalutare. Si tratta dei dati riguardo l'affluenza alle urne (paragonati a quelli del PD nelle politiche del 2013 ) e le attuali preferenze degli italiani. Secondo i dati forniti dal "Fatto Quotidiano" l'85% dei votanti ha preferito il Sì. Questa percentuale non è più relativa se si considera che questo numero di votanti è superiore a quello ottenuto nelle politiche del 2013 grazie al quale il Partito Democratico è al governo.

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Inoltre nonostante il carro dei vincitori già da lunedì si fosse riempito il Movimento 5 Stelle acquista mezzo punto percentuale sul PD nelle intenzioni di voto.

Le amministrative

Tutto questo è importante soprattutto nell'ottica delle amministrative. Bisogna considerare infatti che in uno dei comuni più importanti come Roma gli altri schieramenti presentano dei candidati con un'immagine molto forte  come Virginia Raggi e Alfio Marchini senza considerare che probabilmente Forza Italia candiderà Giorgia Meloni al posto di Bertolaso. Tutto ciò non farà dormire sonni tranquilli ai vertici di governo.   #M5S