ROMA - Marco Pannella era stato ricoverato in ospedale per una malattia che si portava dietro da diversi anni. Non è servito il ricovero, perché il leader dei Radicali, è scomparso oggi all'età di 86 anni. Nato a Teramo il 2 maggio 1930, è stato un politico che si è sempre considerato radicale in tutti i sensi - contro le ideologie, liberale, antiproibizionista, antimilitarista.

Nel 1955 è stato tra i fondatori del Partito Radicale e ha sostenuto fin da subito i cambiamenti che le società europee avrebbero portato avanti. E' stato operaio e giornalista, ma deve la sua fama alla campagna per il divorzio in Italia. E non solo.

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Le battaglie di Marco Pannella

Non esagera chi sostiene che Marco Pannella è stato tra i protagonisti che hanno cambiato la faccia dell'Italia. Ha sempre sostenuto i diritti individuali e la libertà di scelta degli individui. Scioperi della fame, disobbedienza civile, sit-in e altre azioni radicali, sono sempre stati i suoi strumenti di lotta. Mai violenti.

Quando nel 1965, il deputato Loris Fortuna presentò la proposto di legge per lo scioglimento del matrimonio, Pannella ha abbracciato da subito la battaglia. L'anno successivo infatti costituisce la Lega Italiana per il Divorzio (LID), che divenne uno dei punti di riferimento per coloro che sostenevano la battaglia. Nonostante fosse un'organizzazione informale, la LID fu decisiva per il voto a favore del divorzio - organizzò manifestazioni e fu il punto di riferimento per coloro che volevano informarsi sul diritto al divorzio.

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Nel 1970, la maggioranza, approvò la storica legge Fortuna-Baslini.

Le battaglie civili e le opinioni gli hanno portato la stima di molti italiani e intellettuali europei, come Jean-Paul Sartre, Eugene Ionesco o Leonardo Sciascia. Il divorzio è stato solo l'inizio di una lunga serie di battaglie civili.  Nel 1981 contribuisce in maniera determinante a difendere il diritto all'aborto, che il Movimento per la Vita volle abolire con un referendum. I quesiti proposti dal Movimento furono respinti e la legge fu confermata. 

Molti ricorderanno anche l'impegno per la lotta contro la fame nel mondo e quella contro il proibizionismo e la legalizzazione delle droghe leggere. Battaglie civili che non ha vinto, ma ha sicuramente aperto gli occhi a molti italiani. Negli ultimi anni si è allontanato dalla vita politica per colpa della malattia che si portava da tempo, ma quello che ha fatto in passato lo viviamo ancor oggi. Sicuramente è stato di ispirazione per molti #amnistia