Sembra la scena del triello del film di Leone "Il buono, il brutto e il cattivo" con in aggiunta la famosa, e pluri-abusata, frase del film “Highlander": ne resterà solo uno.

In effetti la posta politica in gioco in queste amministrative è di gran lunga superiore alla semplice amministrazione delle città e dei comuni coinvolti. Sarà l'occasione per testare l'effettivo livello di gradimento dei leader degli schieramenti coinvolti. Abbiamo assistito in questi ultimi mesi a delle vere e proprie autocertificazioni da parte di Renzi, Grillo e Salvini attestanti il loro rispettivo essere in sintonia con la maggioranza del Paese. Grazie a queste amministrative, dal sapore di vere e proprie elezioni di midterm, vedremo chi realmente ha la fiducia dei cittadini e chi si è divertito a millantare l'inesistente.

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Il rischio di essere sbugiardati dalle urne rende nervosi tutti i leader coinvolti ed a questo nervosismo è forse imputabile l'asprezza dei toni di questa campagna amministrativa. Non mancano le strumentalizzazioni forzate di ogni tipo di accadimento che coinvolga i partiti avversari. A giorni alterni si tirano per la giacchetta avvisi di garanzia, intercettazioni, scandali o scoop extrapolitici che, sempre seguendo l'alternanza dei giorni, puntualmente si ritorcono contro i "lanciatori" come il più anarchico dei boomerang.

A rischiare di più è sicuramente Renzi, un po' perché quando piove il governo è sempre sotto tiro (ed ultimamente di acqua ne è caduta molta), un po' perché ripetere percentuali semi-bulgare è sempre stato obiettivamente difficile anche per l'ex partito comunista bulgaro.

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Metteteci poi gli sfottò a chi aveva a cuore il referendum sulle concessioni delle estrazioni, il cappello su riforme costituzionali non propriamente richieste dalla base ed altre "incomprensioni" con gli stessi militanti del suo partito, insomma un bel minestrone che rischia seriamente di essere indigesto.

Gli altri barbuti competitor, nonostante i proclami da piazze e palchi fidelizzati, non possono certo rilassarsi a bere grappa nelle baite di montagna o mojito nei resort tropicali. Salvini nudo e crudo decisamente non piace a tutta quella destra che si definisce pronta a governare e che si è accorta che dietro il concetto di ruspa c'è un deserto che quello dei Tartari a confronto sembra una lettiera per gatti.

Grillo è alle prese con un virus di pensiero critico che insinua nella sua agitata base il dubbio che scontrini e calcolatrici non sono sufficienti a guadare il pantano Italia e che, in proporzione, hanno più noie con la giustizia i suoi eletti che gli eletti del famigerato, a loro detta, partito delinquenziale.

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Attese e temute, saranno elezioni che difficilmente lasceranno attenuanti spendibili, tutti hanno avuto modo di scegliere oculatamente i propri candidati e nessuno dei tre potrà aggrapparsi al salvagente dell'astensione che si prospetta ancora una volta molto alta. L'orologio è stato aperto, i colpi sono in canna, la musica del carillon è partita, resta solo da vedere chi resterà in piedi e chi cadrà più rovinosamente. #Elezioni Amministrative