Rimangono sostanzialmente inascoltati e comunque senza risposta gli appelli di Papa Francesco per la concessione di #amnistia o #indulto in occasione del Giubileo straordinario della misericordia. I quattro disegni di legge su provvedimenti di clemenza ad efficacia retroattiva sono incardinati in commissione Giustizia al Senato, dove però al momento sono stati accantonanti per dare priorità a questioni "più urgenti". Ieri, per esempio, si è concluso l'esame del ddl per l'introduzione reato di depistaggio mentre sulla giustizia, sempre in commissione a Palazzo Madama, bolle in pentola il ddl per la riforma della prescrizione dei reati di cui si è tanto discusso in questi giorni.

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Carceri, restano bloccati a Palazzo Madama i 4 ddl per indulto e amnistia

Probabilmente i ddl per indulto e amnistia torneranno in calendario la prossima settimana, si attende per domani la convocazione ufficiale e se ne potrà sapere di più. Di certo c'è che il Governo Renzi non ha ancora cambiato idea. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha detto chiaramente che secondo lui "amnistia e indulto non servono" visto che è stato quasi risolto il problema del sovraffollamento penitenziario con la nuova legge sulle pene alternativa e il decreto svuotacarceri oltre alle nuove norme sulla depenalizzazione dei reati e sull'applicazione delle misure cautelari in carcere. Dello stesso avviso il premier Matteo Renzi, che nei giorni scorsi, rispondendo a domande su indulto e amnistia nella diretta Facebook e Twitter #Matteorisponde, ha detto:  "Non é un tema in programma".

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Sull'appello di #Papa Francesco e sui provvedimenti di clemenza generale previsti dalla Costituzione italiana non si è ancora espresso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diversamente dall'ex inquilino del Quirinale Giorgio Napolitano che sollecitò amnistia e indulto nel suo unico messaggio alle Camera.

Giustizia, bolle in pentola il ddl per la riforma della prescrizione dei reati

Resta ancora molto da fare sul rimpatrio dei detenuti stranieri nei loro paesi d'origine. Una questione su cui pone l'accento il Sape. "La strada da percorrere per i detenuti stranieri violenti - hanno scritto in una nota Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sape, e Francesco Campobasso, segretario regionale piacentino - è l'espulsione dalle carceri italiane". La sollecitazione dei due sindacalisti è arrivata dopo episodi violenti denunciati nei giorni scorsi nel carcere di Piacenza che hanno richiesto l'intervento della polizia penitenziaria. E mentre dal nord al sud continuano a registrarsi disagi e problemi nelle carceri migliaia di detenuti italiani e stranieri restano in attesa di novità sui ddl per amnistia e indulto fortemente caldeggiati dal Pontefice nell'anno giubilare.