Un #Silvio Berlusconi a tutto campo nella penultima puntata della trasmissione di Rai 2 Virus, condotta da Nicola Porro. Gli autori del talk show, messo in dirittura d’arrivo dai vertici di viale Mazzini, hanno proposto un tabella contenente gli 11 “bonus” sciorinati da Renzi sull’abbassamento delle tasse: dall’abolizione del bollo auto all’abolizione di Equitalia. Il parere di Berlusconi non si è fatto attendere: “I bonus proposti da Renzi gli servono esclusivamente per comprare i voti degli elettori”. L’ex Presidente del Consiglio ha poi ricordato come nel 1994 avesse proposto, con l’allora ministro Antonio Martino, la Flat Tax (tassa piatta) un sistema di tassa non progressiva per cercare di risolvere i problemi economici del Paese, ma che non fu appoggiata dai suoi alleati.

Pubblicità
Pubblicità

Passando al tema dell’Italicum, l’ex cavaliere ha manifestato il suo deciso disappunto, motivato dalla scalata non democratica di Renzi, il quale “ha occupato tutto ciò che era occupabile compreso la Rai”. Ma l’affondo è arrivato quando ha giudicato il governo attuale illegittimo, perché privo di consenso popolare e tenuto in vita con l’aiuto dei deputati del centro-destra, i quali hanno tradito il voto libero e democratico dei propri elettori.

Gli alleati del 1994 e l’Associazione Magistrati

La controparte ideologica della puntata, rappresentata dal giornalista del Corriere della Sera Pierluigi Battista, replicando a Berlusconi, ha asserito che secondo lui non sarebbero stati i sui “recalcitranti” alleati a non consentirgli di apportare le riforme ed abbassare le tasse; la risposta ricevuta è stata quasi uno scoop: “nel 1994 – ha dichiarato Berlusconi - i miei alleati mi dissero di essersi impegnati con l’Associazione Magistrati a non produrre leggi che potevano essere poco gradite all’associazione stessa”.

Pubblicità

Sarebbe questo il motivo della mancata approvazione delle riforme proposte dal suo governo.

Il No al referendum e i rapporti con i partiti di destra

Alla domanda del conduttore se fosse un uomo di destra, Silvio Berlusconi ha poi confermato la sua appartenenza all’area di centro moderato, cattolico e riformista, legato alla grande famiglia del PPE. Tuttavia, l’ex premier ha ribadito come la coalizione con i partiti di destra e con la Lega sia “così importante che non ci sono motivi per cui dividersi” e, al di là dei “capricci” di Roma, “si è già discusso un programma comune con Salvini e Meloni per un centro-destra unito su scala nazionale”. Sul tema del Referendum costituzionale Berlusconi si è dichiarato irremovibilmente a favore del NO e anche se quotidiani di destra come “Libero” stanno tentando di convincerlo a cambiare idea, egli andrà avanti per i prossimi 5 mesi a convincere gli italiani a non approvare la riforma Boschi. 

La lungimiranza nel tentativo di salvare la Libia di Gheddafi

La breve rubrica “degli intrighi”, prevista da Virus e tenuta da Luigi Bisignani, ha posto l’accento su come Berlusconi fosse stato il leader più lungimirante rispetto alla situazione in Libia, cercando di evitare l’attacco al regime di Gheddafi.

Pubblicità

Ma parlando del futuro del paese nordafricano, il leader di Forza Italia ha specificato come ormai sia divenuto il principale punto di passaggio degli immigrati diretti in Europa e l’unica soluzione oggi potrebbe essere quella di una coalizione guidata dalle Nazioni Unite, tesa a riportare l’ordine nel Paese e non necessariamente con l’esportazione della democrazia, in quanto le popolazioni scisse da ataviche culture differenti tra loro, ancora non ne sarebbero pronte. Sulle elezioni americane invece ha preferito non rispondere anche se ha manifestato la propria meraviglia su come la popolazione statunitense non sia stata in grado di esprimere dei rappresentanti migliori a contendersi la Casa Bianca. Infine Berlusconi sulla sua successione in politica ha detto di essere fiducioso affinché un personaggio della società civile possa appassionarsi alla politica e prendere il suo posto.