Il #Governo italiano di #Matteo Renzi è al centro di un nuovo scandalo. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, avrebbe ricevuto da parte dell'emiro del Kuwait un Rolex e dei gioielli, ufficialmente un regalo per le figlie, come "premio" per aver mediato la trattativa da 8 miliardi di euro tra l'emirato e la Finmeccanica, consentendo al colosso italiano della difesa di ottenere la più grande commessa della sua storia. L'indiscrezione è stata rivelata dal blog "Dagospia".

La notizia si è rapidamente diffusa sui social network e presso i maggiori organi d'informazione, costringendo il Ministero della Difesa, nel tardo pomeriggio della giornata di ieri, a diramare una nota in cui smentiva ogni informazione diffusa dal blog riguardo la vicenda.

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Nella nota, il Ministero ha sottolineato che qualunque "presunta indiscrezione" è da considerarsi "priva di alcun fondamento". Oggi, domenica 15 maggio, la ministra Pinotti è intervenuta a SkyTg 24, intervistata da Maria Latella: "Non ho ricevuto nessun Rolex né gioielli importanti per mia figlia" ha affermato, ricordando di aver già querelato il blog "gossiparo" "Dagospia".

La vicenda secondo "Dagospia"

Secondo il blog, la ministra avrebbe ricevuto, oltre ad un Rolex Oyster Perpetual Datejust 3 da donna, in oro bianco con diamanti, e zaffiri, per un valore di oltre 43mila euro, anche altri preziosi gioielli, ufficialmente un regalo per le figlie. Il valore complessivo di questi "regali" ammonterebbe a quasi 100 mila euro, una cifra ragguardevole, esagerata ed anche illegale, secondo la legge italiana.

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Nel dicembre 2007, infatti, il primo ministro Romano Prodi emanò un decreto legge che stabilì il valore massimo dei doni di rappresentanza che ogni membro dell'esecutivo del governo può portare a casa: 300 euro. Nel 2013, il governo Monti dimezzò il valore fino ad un massimo di 150 euro. In base alla legge italiana, se il valore dei doni di rappresentanza sfora il limite previsto, questi vanno messi all'asta, e il ricavato deve essere devoluto in beneficenza.

L'ultimo di una serie di "scandali"

Purtroppo, per il governo Renzi, si tratta solo dell'ultimo di una serie di scandali legati ai doni di rappresentanza. Nel marzo del 2015, l'allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi venne coinvolto nello scandalo "Grandi Opere". Secondo le intercettazioni della magistratura, il figlio del ministro avrebbe ricevuto un Rolex da 10 mila euro da alcuni imprenditori, proprio nel periodo in cui si decideva l'assegnazione di importanti appalti. Lo scandalo portò alle dimissioni di Lupi dopo la mozione di sfiducia presentata da Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà.

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Nel dicembre 2015, invece, il Fatto Quotidiano rivelò il dono di una serie di Rolex da parte dei diplomatici dell'Arabia Saudita ad una delegazione economica italiana in visita a Riyad. Nel maggio di quest'anno, invece, è stato arrestato anche il sindaco di Lodi, membro del Partito Democratico, con l'accusa di turbativa d'asta, anche questa volta in merito all'assegnazione di alcuni appalti.