Non avrà neppure bisogno dell'ultimo "Super Tuesday". Donald Trump è virtualmente candidato alla presidenza degli Stati Uniti, avendo superato la maggioranza richiesta di 1.237 delegati. Gli mancava una "manciata", meno di trenta delegati che sono arrivati dai cosiddetti "svincolati" che gli hanno assicurato pieno appoggio in vista della convention repubblicana di luglio. In questo modo il miliardario newyorkese otterrà la nomination al primo scrutinio, perché tutti gli attuali 1.238 delegati a lui vincolati sono obbligati a votarlo. Frana dunque il piano degli oppositori interni allo stesso Grand Old Party che hanno sperato fino alla fine che Trump non raggiungesse la maggioranza assoluta per poter presentare un nome alternativo da contrapporgli.

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'Leader mondiali preoccupati? Una cosa buona'

Il "fenomeno Trump" ha tenuto banco anche alla prima giornata dei lavori del G7. Barack Obama, interpellato da alcuni giornalisti sull'attuale campagna elettorale per la sua successione, non ha mancato di definire Trump "un ignorante delle questioni internazionali che ha l'esclusivo interesse di ottenere titoli in prima pagina", aggiungendo che "i leader mondiali sono molto preoccupati ed hanno ragione di esserlo". La risposta del candidato presidente non si è fatta attendere, in pieno "stile Trump". "Leader mondiali preoccupati a causa mia? Sicuramente è una cosa buona. Piuttosto trovo assurdo che Obama parli del sottoscritto anche durante una simile conferenza". Da qui l'occasione per sparare a zero contro l'attuale presidente.

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"Il lavoro di Obama alla Casa Bianca è orribile, ha permesso a tanti Paesi di approfittarsi degli Stati Uniti". #Esteri