Vienna (Austria) - Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra mondiale, i cittadini austriaci hanno dovuto aspettare un giorno per conoscere il nome del nuovo Presidente. Attesa che preoccupa molti in Europa. Dopo lo scrutinio di tutti i seggi questa preoccupazione è arrivata alle stelle. Il candidato dell'estrema destra Norbert Hofer, infatti, è stato in vantaggio con il 51,9% sull'indipendente Alexander Van der Bellen (48,1%) al ballottaggio delle elezioni politiche in Austria - 144 000 voti di scarto.

Mancavano all'appello però i 885 mila voti per corrispondenza - record assoluto per il paese. Questi elettori sono stati decisivi soprattutto per le politiche che il futuro governo porterà avanti.

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Sono anche la conferma che la maggioranza dei cittadini europei mette in primo piano la tolleranza e il dialogo tra i principi, nonostante la crescente rabbia per le politiche dell'UE.

I risultati ufficiali non sono stati ancora pubblicati, ma il leader del FPO ha accettato la sconfitta e sulla pagina di Facebook ha ringraziato tutti gli elettori per il sostegno che ha avuto.

I candidati

Alexander Van der Bellen - figlio di un immigrato russo e di madre lettone, ex-socialdemocratico ed assessore nella città di Vienna per l'Università e la ricerca. E' stato portavoce e presidente del gruppo parlamentare dei Verdi fino alla sconfitta nelle elezioni del 2008. Si presenta da indipendente, ma ha ricevuto il sostegno ufficiale del Partito dei Verdi e al ballottaggio cercherà di raccogliere i voti di tutti i moderati.

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Norbert Hofer - è il candidato per il FPO, Partito della Libertà, fondato da ex dirigenti nazisti nel 1950. Hofer ha condotto una campagna elettorale incentrata sull'immigrazione e sull'opposizione all'accordo tra UE e la Turchia per il controllo dell'immigrazione. La vittoria al primo turno è sicuramente anche il risultato dei fatti di Bolzano e dell'acclamato muro al confine con l'Italia.

Estrema destra fermata, ma il paese si spacca

L'Austria ha scelto il candidato indipendente sostenuto dai Verdi, Alexander Van der Bellen. L'alta affluenza alle urne (72%) ha conferma una spaccatura e dimostra ancora una volta che i cittadini di tutto il continente vogliono un cambiamento radicale della politica e dell'economia.

I partiti tradizionali sono in crisi ormai da decenni. Questa crisi ha portato sulla scena politica nuove realtà, come i movimenti popolari, ma ha riportato alla ribalta anche i movimenti xenofobi di estrema destra, come il Front National e lo UKIP. Negli slogan di questi movimenti si leggono i problemi che affliggono le società in Europa, ma le soluzioni che offrono sono estreme poiché ispirate dalla rabbia.

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E fanno sicuramente più presa.

I dati confermano la spaccatura soprattutto a livello sociale, poiché il moderato ed ecologista Van der Bellen ha vinto in 9 delle 10 maggiori città (compresa Vienna), mentre il Partito della Libertà e Hofer si sono affermati nelle zone rurali. Il risultato più preoccupante è l'ombra dell'instabilità. Hofer aveva annunciato il ricorso in caso i voti per corrispondenza avessero rovesciato il vantaggio. Se così fosse la nomina del Primo ministro sarà rimandata per il riconteggio dei voti.

Entrambe le parti comunque dovranno tenere unito il paese, per affrontare insieme i più importanti problemi che tutta l'Europa condivide - la disoccupazione, l'immigrazione e il rilancio dell'economia. #Elezioni politiche #Esteri