Ospite della trasmissione televisiva RAI "Che Tempo che fa", condotta da Fabio Fazio, #Matteo Renzi ha annunciato che Carlo Calenda, attualmente ambasciatore italiano a Bruxelles ed in passato Vice Ministro dello Sviluppo Economico, siederà sulla poltrona di comando dello stesso ministero, lasciata libera dalla dimissionaria Federica Guidi.

Il diplomatico lascerà quindi il suo lavoro appena iniziato presso l'ambasciata italiana di Bruxelles, per tuffarsi di nuovo nell'avventura politica. Lo stesso Renzi ha affermato di averne già discusso con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, e che il nuovo ministro giurerà al Quirinale nei prossimi giorni.

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Scelta a sorpresa, ma non troppo

La nomina di Calenda coglie in qualche modo di sorpresa alcuni addetti ai lavori, anche se si tratta di un personaggio che già conosce bene la "macchina" ministeriale che gli sarà affidata. L'ex viceministro ha senza dubbio grande feeling con il premier, e negli ultimi tempi si è messo in luce guidando numerose missioni internazionali di imprese italiane.

Inviato da poco a Bruxelles come ambasciatore italiano, dovrà abbandonare repentinamente il suo incarico per accomodarsi sulla poltrona dell'ex ministro Guidi, coinvolta nello scandalo petrolifero di Potenza e coerentemente fattasi da parte.

Il PD e la questione morale

L'avvicendamento Guidi - Calenda appare come un sostanziale effetto collaterale della più ampia (e più grave) questione morale che sta coinvolgendo il Partito Democratico ai suoi massimi livelli.

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Renzi è intervenuto sul problema che coinvolge ormai molti amministratori in quota #Pd lungo tutta la Penisola, ammettendo senza mezzi termini l'esistenza della questione etica. Tuttavia, il Presidente del Consiglio ha voluto sottolineare alcuni aspetti importanti: la presunzione di innocenza che deve riguardare chiunque, fino a sentenza definitiva, e il suo stesso intervento come Premier in situazioni particolarmente difficili. 

Infine, a proposito del referendum costituzionale voluto da lui stesso a tutti i costi, Matteo Renzi ha confermato la sua volontà di legare il proprio futuro politico all'esito della consultazione, che in questo modo rischia di diventare un vero e proprio plebiscito sul #Governo e sul suo leader.