Un altro smacco per Donald Trump, perché oltre agli alleati politici si va assottigliando anche la playlist che il candidato repubblicano utilizza durante i suoi comizi. Tra i brani preferiti da Trump per intrattenere il pubblico prima del suo arrivo sui palchi c'è "You can't always get what you want", successo dei Rolling Stones di fine anni '60. Con un comunicato ufficiale, Mick Jagger, Keith Richards e compagni gli hanno vietato la diffusione della loro "evergreen". "Nessuno gli ha concesso l'autorizzazione per farne uso", hanno sottolineato seccamente i componendi della band inglese. Tra l'altro, diversi anni fa, proprio Keith Richards fu protagonista di un momento di grande tensione con lo stesso Trump.

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Accadde nel 1989, quando i Rolling Stones dovevano tenere ad Atlantic City il concerto di chiusura della tournée negli Stati Uniti. A causa di alcuni disaccordi legati alla promozione del concerto che, per espresso desidero della band non doveva essere in alcun modo legato all'immagine di Trump che in realtà sponsorizzava la data, Richards usò le maniere forti minacciando l'imprenditore con un coltello. L'intervento della security scongiurò che venissero alle mani.

Adele, House of Pain, Aerosmith: tutti contro Trump

Prima degli Stones, altri artisti avevano espresso chiaramente il volere di non essere associati al magnate di New York. Alla fine dell'anno scorso erano arrivate le proteste degli Aerosmith, poi quella di Adele, infine gli House of Pain. Tutti autori di canzoni che sono state utilizzate nella lunga marcia elettorale di colui è che ormai l'unico candidato repubblicano alle primarie.

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Oltretutto c'è una lista lunghissima di attori e personaggi televisivi che si è dichiarata pronta ad "espatriare" nel caso in cui Trump diventasse presidente degli Stati Uniti. Tra questi Whoopi Goldberg, Samuel L. Jackson, Eddie Griffin, Rosie O'Donnell, Lena Dunham, Jon Stewart, Cher ed il predicatore Al Sharpton. #Musica #Esteri