Giovedì mattina, il Senato brasiliano ha votato a favore dell'impeachment alla Presidente Dilma Rousseff (68). Si tratta di una decisione storica, dovuta anche agli scandali di corruzione che hanno coinvolto il sistema politico del paese. Rousseff è stata sospesa per 180 giorni e dovrà difendersi dalle accuse di aver manipolato i conti pubblici per nascondere ai cittadini il crescente deficit di bilancio, per favorire la sua rielezione nel 2014. Il vicepresidente, Michel Temer, ha giurato ieri pomeriggio e sarà il presidente ad interim.

La votazione si è conclusa con un'ampia maggioranza (55 a 22), nonostante bastasse la maggioranza semplice, e potrebbe segnare la fine del regno del Partito dei Lavoratori che ha guidato il Brasile per 13 anni.

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Durante questo decennio, il Brasile è diventato una potenza economica a livello globale e milioni di persone sono uscite dalla povertà.

L'impeachment e le reazioni

L'iter per l'impeachment è iniziato dicembre scorso con il voto alla Camera dei Deputati e si è concluso ieri mattina al Senato dopo una seduta durata 20 ore. Il governo Rousseff ha fatto un ultimo tentativo per annullare la messa in stato d'accusa, ma la Corte Suprema Brasiliana ha respinto il ricorso. La 'Presidenta', prima donna a ricoprire la carica, affronterà il processo che difficilmente si concluderà nei sei mesi di sospensione. Prima di lasciare il palazzo presidenziale, Rousseff ha firmato il suo ultimo atto ufficiale per rimuovere i ministri e i consiglieri del suo governo - compreso il mentore ed ex presidente Luiz Inacio Lula.

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Secondo alcuni analisti politici, la mossa della Presidente ha lo scopo di vanificare una transizione indolore per il Temer. Dilma Rousseff lo ritiene un traditore poiché sempre impegnato, come leader del principale partito alleato al Congresso, a rompere la coalizione e costringere i membri del governo a dimettersi dalle loro cariche. La reazione di Rousseff non si è fatta attendere e ha gridato al golpe. Ha promesso ai suoi sostenitori che dimostrerà la sua innocenza, ammettendo di aver commesso degli errori ma non i crimini per cui è accusata. 

La decisione del Senato ha provocato una spaccatura nel paese, tra i cittadini pro-Dilma e coloro che hanno appoggiato l'impeachment. I membri del Partito dei Lavoratori si sono stretti intorno alla leader e hanno promesso dure battaglie in Parlamento e ostruzionismo sistematico per impedire a Temer di portare avanti le politiche promesse.

Michel Temer e i problemi per il nuovo governo

Il vicepresidente Michel Temer (75), ha giurato e formato il nuovo governo giovedì pomeriggio.

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Nel suo discorso di insediamento, ha presentato i ministri e ha promesso l'attuazione di politiche che favoriscano i mercati per abbassare il deficit del bilancio, l'inflazione e rilanciare la crescita economica. Ha chiesto ai cittadini di rimanere uniti per superare questo momento buio della storia democratica del paese. 

Non sarà facile il lavoro del nuovo governo. I cittadini sono disillusi e convinti che la corruzione abbia infettato ogni angolo della politica e dell'economia del paese. La popolarità dei politici non è mai stata così bassa e Temer dovrà lavorare molto per ottenere il sostegno del popolo, visto che secondo gli ultimi sondaggi coloro che sostengono il nuovo presidente non superano il 10%.

Il Brasile sta per ospitare le Olimpiadi di Rio - impantanato negli scandali di corruzione, senza un capo di governo eletto e con un Congresso instabile che rischia di bloccare il paese. La situazione sembra molto delicata perché i cittadini chiedono un cambiamento ai politici, ma quando la disillusione e la sfiducia dominano l'opinione pubblica, all'orizzonte c'è sempre il pericolo di nuovi estremismi. Il nuovo governo ad interim si dovrà impegnare a dare stabilità al gigante sudamericano ed evitare una virata a destra, favorendo l'ascesa di un Donald Trump brasiliano. #Esteri #America Latina #Rio2016