Parma: Il sindaco del #M5S Pizzarotti indagato per abuso d'ufficio. La pratica, aperta, già lo scorso autunno, è per il primo cittadino emiliano un atto dovuto, e per questo motivo si sente e si dichiara sereno e va avanti. Risultano tra gli indagati, anche l'assessore alla cultura Laura Maria Ferraris, per abuso d'ufficio in seguito alla nomina di Anna Maria Meo come direttore generale del Teatro Regio, e di Barbara Minghetti come consulente per lo sviluppo e i progetti speciali. Un'altra tegola, così, cade sul capo dei "pentastellati": dopo il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, ora è la volta di Parma. Tutto questo quando siamo ormai prossimi alle elezioni.

La Raggi e i manganelli

All'arrivo della notizia e alla sua diffusione tra i vari organi d'informazione, la candidata a sindaco di Roma Virginia Raggi ha dichiarato: “Gli avvisi di garanzia non devono essere usati come manganelli”.

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Parole giudicate da molti fuori luogo e imprudenti, soprattutto in questo momento: un atteggiamento troppo in stile "Berlusconi garantista". Le dichiarazioni della Raggi sono state subito in contrasto con la linea tenuta dai vertici del movimento, con Luigi Di Maio che ha invitato alla calma e al basso profilo, indirizzo poi seguito anche dalla Raggi, la quale in qualche modo ha ritrattato le parole dette in precedenza.

Pd attacca il M5S: due pesi e due misure

Inutile dire che questo "secondo scandalo" è stato subito ripreso dal governo, o meglio dal #Pd, che ha accusato il movimento di essere garantista in modi e in tempi diversi. Come detto, il caso di Parma era già nell'aria come conseguenza dell'esposto partito ad ottobre, a firma del Partito Democratico. Ma è lo stesso sindaco Pizzarotti a ribadire che, nonostante ciò, andrà avanti nel suo impegno senza alcuna esitazione.

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Da Roma, secondo le ultime indiscrezioni, emerge che in base alle verifiche effettuate, la giunta Pizzarotti avrebbe commesso solo un errore procedurale per le nomine al Teatro Regio. Per questo, dicono dal movimento, non ci sono i presupposti per un passo indietro del sindaco di Parma e la conseguente necessità di attendere gli sviluppi dell'inchiesta. È chiaro che se nei prossimi giorni dovessero saltar fuori degli illeciti o comportamenti in contrasto con i valori del Movimento, la linea del direttorio dovrà cambiare, prendendo altre decisioni e provvedimenti.