Il dl n. 59/2016 appena pubblicato in Gazzetta ufficiale in attesa della conversione in legge contiene al suo interno una serie di novità tra cui la codificazione del pegno non possessorio, il patto marciano, le norme in materia fallimentare. Sul fronte degli investitori delle 4 banche in risoluzione è stato previsto un rimborso forfettario, senza arbitrato, fino all'80% del valore delle obbligazioni subordinate acquistate prima del 12.06.2014. Per quanto riguarda il pegno non possessorio è stata introdotta una nuova forma di garanzia per riscuotere il credito finora non prevista. Gli imprenditori iscritti nel registro delle imprese grazie alla costituzione del contratto di pegno garantiscono i crediti relativi all'esercizio dell'attività d'impresa, concessi da intermediari finanziari o banche.

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Il decreto sulle banche incide però anche sulla procedura esecutiva e quindi sul numero degli esperimenti di vendita e sui termini per l'opposizione. La 1^ vera novità è quella che riguarda la modifica dell’art. 615 del Codice di Procedura Civile.

Nello specifico l’atto di pignoramento deve contenere un nuovo avvertimento per il debitore. L’opposizione del debitore all’esecuzione per espropriazione deve infatti ritenersi inammissibile se viene presentata dopo che il giudice dispone la vendita o l’assegnazione del bene pignorato, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti o se non è stata proposta tempestivamente per causa non imputabile al debitore.

Il pignoramento finisce dopo 3 aste

La riforma delle processo esecutivo incide anche sulle aste pubbliche. Nello specifico viene previsto che, se la casa non viene venduta dopo il 3^ tentativo di ribasso, la procedura esecutiva si chiude e il bene ritorna nella disponibilità del proprietario.

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Diventa quindi più facile liberare l’immobile del debitore dal pignoramento e dall’ipoteca. Da un lato quindi si mira ad evitare il rischio di un deprezzamento dell’immobile per via del ribasso della base d’asta, dall’altro lato si stabilisce un tempo massimo di 6 mesi dell’iter della procedura. L’asta, deve essere svolta con modalità telematica, sempre che non sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori. Il dl modifica anche l'art. 532, 2^ comma, c.p.c e stabilisce inoltre che al 3^ tentativo di vendita andato deserto e in assenza di istanze di assegnazione, il giudice può stabilire un prezzo base inferiore al precedente fino al limite della metà. Viene inoltre disposto che gli interessati all’asta che vogliono presentare un’offerta di acquisto hanno il diritto di esaminare i beni in vendita entro 7 giorni dalla richiesta. Tale richiesta deve essere inoltrata con il portale delle vendite pubbliche. Il bene pignorato potrà essere assegnato dal debitore a favore di un terzo da nominare.

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E’ prevista anche la possibilità da parte dei professionisti delegati e dei giudici dell’esecuzione di effettuare distribuzioni anche parziali delle somme ricavate dall’esecuzione immobiliare, per ridurre i tempi tecnici. Il professionista delegato alla vendita deve stilare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro 10 giorni dall’ordinanza di vendita e poi rapporti periodici ogni 6 mesi.

Immediata esecutività del decreto ingiuntivo

Il dl sulle banche ha introdotto inoltre ‘ex novo’ l’art. 590-bis c.p.c. che dispone l’obbligo del creditore assegnatario di un bene immobile di dichiarare in cancelleria, entro 5 giorni dalla pronuncia del provvedimento di assegnazione in udienza o dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito il bene stesso. In assenza di tale dichiarazione, il trasferimento è fatto a favore del creditore. La riforma infine prevede, modificando l’articolo 648, 1^ comma, c.p.c. l’immediata esecutività del dl per le somme non contestate, anche se è in corso il giudizio di opposizione. Il decreto obbliga il giudice a concedere la provvisoria esecutività, anche se il debitore contesti un credito solo parzialmente, sulla parte non contestata. #Governo #magistratura