L'onda lunga della #Brexit potrebbe presto coinvolgere anche altri paesi dell'#Unione Europea, con la Francia in testa. L'esito del voto dei cittadini britannici del 23 giugno, di fatto, potrebbe rappresentare una svolta. In caso di successo dei fautori del "leave", si avvierebbe un processo di disgregazione del progetto di unione, così come concepito dai padri fondatori. Ma se dovessero vincere i "remain", la svolta sarebbe rappresentata da un forte rilancio delle ragioni dei sostenitori della necessità di un fronte comune europeo per lanciare uniti la sfida verso il futuro.

È fuori dubbio che se la Brexit dovesse passare, anche i francesi potrebbero rimanere soggiogati dai timori di una permanenza in un progetto frammentato e precario.

Pubblicità
Pubblicità

Si tornerebbe a parlare di "Frexit", uno slogan caro ai nazionalisti francesi, che da tempo mietono successi elettorali anche facendo leva sul malcontento collettivo. A trainare l'idea dell'uscita della Francia dall'Europa non può che essere Marine Le Pen, la "condottiera" del "Front National", il partito di estrema destra che punta con decisione a vincere le elezioni presidenziali (con fondate ragioni) che si terranno nel 2017.

Il passaggio da Brexit al tormentone di una possibile Frexit sarebbe inevitabile, e potrebbe rappresentare un colpo mortale per l'Ue. Di certo, in caso di successo dei "leave" il 23 giugno, si innescherebbe un effetto a catena con il conseguente proliferare di comitati pro referendum in tanti paesi europei (non esclusa l'Italia). Il referendum per abbandonare l'Unione Europea è un'ipotesi già largamente condivisa da Olanda e Svezia, mentre nella stessa Polonia, l'idea di una "Polexit" è già stata caldeggiata dalle principali forze politiche.

Pubblicità

I fantasmi dell'immigrazione incontrollata che minano l'Ue

Non hanno di certo giovato al consolidamento di un sentimento di appartenenza all'Unione Europea, il dramma dei profughi e l'incapacità di gestire un'emergenza che potrebbe mettere a rischio la tenuta dell'ordine sociale. Dando un'occhiata ai sondaggi di questi giorni, solo Scozia e Grecia sono fermamente convinte che una permanenza in Europa possa giovare alla costruzione di un futuro migliore per tutti.

Già, proprio i fratelli greci che hanno pagato un prezzo salatissimo, immolati sull'altare dell'austerity e dei gravi limiti imposti dal Fondo Monetario che ne hanno smantellato lo stato sociale. In Olanda, otto cittadini su dieci pensano che la Brexit possa innescare una reazione a catena in grado di travolgere l'Ue. È ormai diventato un pensiero comune il considerare il referendum britannico come lo spartiacque per le prospettive dell'Europa unita. L'euroscetticismo non ha mai tenuto alta la propria bandiera come oggi.