Sono settimane di mobilitazione in tutta Italia per la raccolta di firme per la proposta di Legge di Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio. Una campagna chiamata "All-In" che, dopo essere già partita da diverse settimane, è stata presentata ufficialmente oggi in una conferenza stampa alla #Camera dei Deputati. L'obiettivo è di raccogliere oltre 50.000 firme per sottoporre al Parlamento una serie di proposte che mirano a migliorare concretamente le condizioni di vita degli studenti italiani e rendere più accessibili i luoghi di formazione.

L'idea dei promotori è quella di stravolgere del tutto i principi alla base delle modalità su cui si basa il diritto allo studio italiano, anche per dare una risposta al drastico calo delle immatricolazioni alle Università che sta avvenendo negli ultimi tempi: in dieci anni si sono persi il 20% degli iscritti agli atenei italiani.

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Un dato che non è omogeneo sul piano nazionale visto che sono le regioni del sud ad aver avuto il calo più drastico, mentre l'unica regione che ha accresciuto il numero di studenti è la Lombardia. Un dato spiegabile, secondo i promotori della LIP, per il fatto che solo il 10% degli studenti italiani ha accesso a una borsa di studio, mentre nel resto dei paesi europei si supera ovunque il 20%, con picchi superiori al 50% nel nord Europa. Altra anomalia italiana sono gli studenti "aventi diritto non beneficiari" ma che poi materialmente non ricevono alcun contributo per mancanza di risorse.

Fra gli obiettivi concreti della LIP vi sono: reali agevolazioni tariffarie sulle mense, sul trasporto pubblico locale e sull'accesso alla cultura, dei canoni calmierati per gli alloggi e un'assistenza sanitaria gratuita nella regione in cui l'Ateneo ha sede.

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Ma anche l'istituzione di una "No Tax area" che prevede l'esenzione totale dalle tasse universitarie per chi ha un ISEE inferiore ai 28.000 euro. 

La campagna è promossa da vari soggetti del mondo della formazione come Rete della Conoscenza, Link-Coordinamento Universitario, FLC CGIL, Unione degli Studenti, Studenti di Sinistra e "Lip per una buona #Scuola della Repubblica", ma anche altre associazioni come ARCI e Legambiente, oltre ai vari partiti della sinistra e a diversi gruppi locali.

Nella conferenza stampa a Montecitorio Andrea Torti dell'esecutivo nazionale di Link ha detto: "Negli ultimi anni abbiamo fatto tante battaglie sul diritto allo studio, dall'Isee ai bandi regionali fino ai fondi, avendo sia vittorie che sconfitte; ma ora è il momento di cambiare passo e di fare una campagna radicale per invertire la tendenza che ha portato l'Università italiana in una crisi profonda. Raccogliamo le firme insieme a tanti soggetti affinché sia una battaglia di tutto il paese e non solo di chi frequenta i luoghi di studio.

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La raccolta firme andrà avanti fino ai primi di ottobre, poi le consegneremo il Parlamento, ma più in generale ci inseriamo nella campagna referendaria per il No alle riforme costituzionali".

Diana Armento ha aggiunto: "Stiamo raccogliendo le firme in sinergia con i comitati dei referendum sociali, sulla scuola, gli inceneritori, lo stop alle trivelle. In tutti i territori stiamo provando a creare un fronte comune contro le varie politiche del governo. Stiamo avendo risposte positive da parte dei cittadini che spontaneamente ci hanno contattati per aiutare a raccogliere le firme e quel che è importante è che spesso non sono studenti o soggetti della formazione, ma anche realtà locali: una conferma dell'importanza di questa campagna per l'intera società italiana. La risposta per adesso è positiva, speriamo fra settembre e ottobre di arrivare al nostro obiettivo."

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il senatore Fabrizio Bocchino e la deputata Annalisa Pannarale, entrambi di Sinistra Italiana, che hanno espresso pieno appoggio alla campagna sottolineando l'importanza di un diritto allo studio universale che punti a rimuovere anche le differenze territoriali fra le varie zone del paese. #Università