Hillary Clinton e la sua mise da migliaia di dollari sfoggiata a New York proprio mentre parlava di problemi di disuguaglianza sociale, mettendosi dalla parte degli americani meno abbienti. Qualcuno ha parlato di una vera e propria gaffe. Di certo, uno scivolone che potrebbe costarle caro.

Sulla poltrona di prossimo presidente degli Stati Uniti d'America salirà uno fra Hillary Clinton e Donald Trump. Ormai i giochi sono fatti. Lei è donna, democratica, progressista, esperta di politica. Lui è repubblicano, conservatore e ricchissimo. La partita è aperta più di quanto si pensi e la definizione dei due avversari è ormai stabilita, ma, di tanto in tanto, qualche dubbio sorge.

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Quello ricco è Donald Trump

Non citarne l'opulenza, quando si discute di Donald Trump, non è proprio possibile. Del resto, lui non ha mai fatto mistero dei suoi verdoni, né ha mai fatto intendere gli dispiaccia che se ne parli. Lui è il super tycoon newyorchese padrone di un impero da miliardi di dollari ed è chiaro che gli sta bene che la gente lo veda in questo modo. Che sia pure la Clinton a far breccia nel cuore degli americani meno abbienti e costoro non potranno in effetti che guardare proprio alla candidata Dem, specie se, come ha fatto di recente, parlerà di come, se sarà eletta, intenderà risolvere i tremendi problemi di diseguaglianza sociale che affliggono gli Stati Uniti.

È probabile, però, che alcuni fra questi americani finiscano per stropicciarsi gli occhi di fronte alla loro favorita, perché, nel sentirla fare certi discorsi, potrebbero non credere ai loro occhi.

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"Ma come?", potrebbero domandarsi, "per quale motivo Hillary, mentre tenoreggia contro la disuguaglianza, indossa una giacca di Armani da 12500 dollari?"

Hillary Clinton veste Armani

In effetti, subito dopo aver vinto le primarie tra i democratici, Hillary Clinton è apparsa in pubblico per un trionfale discorso di ringraziamento tenuto a New York, indossando proprio il suddetto capo di abbigliamento. Insospettiti, i più maligni fra i maligni hanno deciso di farle allora i conti in tasca, arrivando alla conclusione che il solo guardaroba sfoggiato finora in campagna elettorale non valga meno di 200 mila dollari.

Parigi val bene una messa, diceva Enrico IV, perciò non c'è dubbio che la presidenza USA valga qualche bigliettone in più per un paio di straccetti firmati, tre o quattro perle Mikimoto, una spillettina piccola piccola di Chanel o una collana Marco Bicego (tanto per fare un campione degli accessori di Hillary Clinton). Il fatto è che qualcuno, davvero malevolo, ha voluto vedere in queste scelte di abbigliamento una totale mancanza di coerenza o, addirittura (ma qui davvero si sfiora la maldicenza), un atteggiamento collaborativo a parole, ma sprezzante in pratica, nei confronti delle classi meno abbienti.

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Si vocifera persino che ai collaboratori che le dicevano "Hillary, non devi vestirti troppo bene di fronte a gente che fa fatica a portare a casa il pane", lei abbia risposto con un'alzata di spalle: "che mangino brioches". No, quest'ultima non è vera. Vero invece è che, a questo punto, gli americani meno abbienti dovranno scegliere fra un riccone e una che, quanto meno, della riccona ha gli abiti e agli accessori. Del resto, non ci si può far niente, visto che quello americano è un sistema bipartitico. #Esteri