Trionfano le donne in politica, il 2016 potrebbe davvero passare alla storia come l’anno in cui sono diventati rosa – se così si può dire – molti dei più importanti ruoli di potere mondiali. Le recente vittoria alle amministrative a Roma e Torino di Virginia Raggi e Chiara Appendino proietta anche l’Italia verso quello che potrebbe definirsi il nuovo corso della politica, quello in cui quest’ultima è in mano alle donne.

Non è una novità, per dirla tutta, perché le donne ricoprono già diversi ruoli di primo piano e altrettanto hanno fatto in passato. Nel nostro paese, però, si tratta, almeno in alcuni casi, di una prima volta.

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Virginia Raggi prima donna alla guida di Roma

Roma, capitale d’Italia, non ha mai avuto un sindaco donna prima di Virginia Raggi. La candidata del Movimento 5 Stelle succede a Ignazio Marino, erede di una lunga tradizione maschile che, solo negli ultimi anni ha visto come primi cittadini romani Alemanno, Veltroni e Rutelli. Roma non ha bisogno di grosse presentazioni: è una delle amministrazioni locali più difficili del mondo, senz’altro la più difficile in Italia. Diventare sindaco lì significa ereditare in qualche modo sia la storia recente sia quella passata, quindi Mafia Capitale e Catilina, tanto per dire, in un solo pacchetto. Non è affatto poco.

Più semplice - si fa per dire - sarà il compito di Chiara Appendino, che a Torino è riuscita nel non facile compito di mettere all’angolo uno come Piero Fassino.

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Con lei è arrivato il primo sindaco donna del capoluogo torinese dall’introduzione del sistema a elezione diretta (1993), ma Torino è già stata guidata da una donna, in passato. Il caso più recente fu quello dell’esponente repubblicana Giovanna Cattaneo Incisa, che rimase in carica fra febbraio e dicembre del 1992.

Donne al potere, con l'Italia un po' in ritardo

Il nostro paese è abituato alle donne nei ruoli di ministro e, a partire dal 1979 con Nilde Jotti, anche in quello di Presidente della Camera, tuttora ricoperto da Laura Boldrini. Mai, però, le donne sono riuscite a spingersi oltre. Mai, cioè, una donna è stata presidente del Senato, presidente del Consiglio oppure Presidente della Repubblica.

In modo diverso va in altri paesi europei. Margaret Thatcher divenne primo ministro britannico nel 1979, in un paese governato da donne sin dai tempi, ad esempio, della Regina Vittoria. La Germania è tuttora guidata dalla Cancelliera Angela Merkel. Lo stesso può dirsi per molte cariche di primo piano del mondo dell’economia.

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Se è vero infatti che il presidente della Banca Centrale Europea è l’uomo Mario Draghi, al vertice del Fondo Monetario Internazionale c’è Christine Lagarde, mentre alla guida della Fed c’è Janet Yellen.

Il capolavoro, per il mondo della politica femminile potrebbe comunque arrivare alla fine di quest’anno, quando gli elettori americani dovranno scegliere il successore di Barack Obama. In quel momento, sulla poltrona dell’uomo più potente del mondo potrebbe andare a sedersi una donna, Hillary Clinton. Sarebbe la prima volta. Quando fu il momento di Obama, uno slogan ammiccante diceva “once tried black, never go back”. Per le donne non c’è un equivalente, ma il sunto potrebbe essere lo stesso: una volta viste all’opera, non le si vuole cambiare più. #Unione Europea #Esteri #Elezioni Amministrative