Il voto di ieri in Spagna non ha cancellato il timore di un nuovo appuntamento elettorale. Il Partito Popolare di Mariano Rajoy ha vinto le elezioni, ma non ha la maggioranza assoluta, per cui dovrà trovare un accordo con un’altra forza politica per potere formare un governo di coalizione. Il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, ha detto che non è da scartare la possibilità di terze elezioni. “Se gli estremi polarizzano il voto, ci sarà un blocco (…) oggi i moderati hanno una sfida: dimostrare che la Spagna non è un paese di estremi, dimostrare che la Spagna è un paese di gente moderata, che vuole il cambio”, ha detto Rivera ieri sera dopo l’annuncio dei risultati.

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Ciudadanos è la prima vittima politica delle seconde elezioni. Ha perso lo 0.9% dei voti, che si traduce in otto deputati in meno.

“Se abbiamo sufficiente capacità di scegliere, sono convinto che non ci saranno terze elezioni (…) abbiamo visto che alcuni vogliono mettere le poltrone prima del paese (…) questo è il momento di mettere il paese al primo posto, prima ancora degli incarichi”, ha detto Rivera. Da oggi, cominciano i negoziati tra le forze politiche. L’alleanza più probabile è quella tra Pp e Ciudadanos, senza però Rajoy come presidente. 

In queste seconde elezioni in sei mesi, 10.3 milioni di elettori si sono dimostrati sfiduciati e non sono andati a votare. L’astensione del 30% registrata durante le elezioni del 26 giugno è la più alta nella storia della Spagna.

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