I risultati emersi dopo il primo turno alle elezioni comunali 2016 di Cascina (secondo comune più popoloso della provincia di Pisa, con circa 45.000 abitanti) sono estremamente interessanti e ricchi di spunti.

Intanto balza agli occhi che per la prima volta nella storia, il Sindaco uscente deve ricorrere al Ballottaggio per avere l'eventuale conferma del seggio di Primo Cittadino da parte degli elettori. Si tratta di una debacle in piena regola per la coalizione a trazione #Pd che sosteneva Alessio Antonelli. I numeri parlano chiaro: è sceso dal 66,8% (pari a 14.500 voti) del 2011, al 42,5% (pari a 8.200 voti) di oggi. Ha perso quindi quasi il 25% dei voti in termini percentuali e addirittura oltre il 40% di quelli assoluti.

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Numeri che sono stati completamente dissipati nel corso degli ultimi anni.

Buon risultato quello del centro-destra a guida leghista, che per la prima volta accede al Ballottaggio. La coalizione a sostegno di Susanna Ceccardi ha ottenuto il 28,4%, la percentuale più alta mai ottenuta nel comune dalle forze di destra. Anche se a guardare bene in termini assoluti i 5.486 voti assoluti ottenuti sono addirittura meno rispetto a quanti ne ebbe nel 2011 l'esponente del centrodestra Giacomo Cappelli (il quale fu votato da 5.576 elettori). Praticamente il centro-destra ha perso 100 voti assoluti, ma grazie all'astensionismo e al pessimo risultato del centro-sinistra, è riuscito ad accedere al ballottaggio. 

In tutto questo si inserisce il discreto risultato del Movimento 5 Stelle, che ottiene il 17,8% con il proprio candidato sindaco Loconsole e il 18% come lista, con quasi 3.500 i voti assoluti.

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Un risultato insufficiente a centrare il Ballottaggio, in linea rispetto a quanto lo stesso movimento pentastellato aveva fatto nel territorio cascinese alle elezioni regionali di 12 mesi fa (18,2% e 3.100 voti assoluti) e in calo ancora più forte rispetto alle Europee di due anni fa (19,1% e oltre 4.000 voti assoluti). Segno che il movimento si conferma, laddove non particolarmente radicato, una forza in grado di ottenere più consensi in elezioni di rango nazionale piuttosto che in quelle locali.

E' assai interessante dare anche uno sguardo al risultato delle altre singole liste. Iniziamo dal Partito Democratico che ha ottenuto il 30,1% pari a oltre 5.500 voti assoluti; che subisce un tracollo rispetto al 42,2% di cinque anni fa, quando fu votato da oltre 8.600 cittadini. Numeri impensabili al giorno d'oggi. Crollo verticale è quello della cosiddetta "sinistra radicale" che nel comune di Cascina si presentava divisa con due distinte liste, una dentro la coalizione di Antonelli e una in alternativa.

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Il risultato è stato disastroso per entrambe: i "La sinistra e i Comunisti" che presentavano come candidato sindaco Mario Minuti si sono fermati al 3,3% mentre la  "Sinistra per Cascina", alleata con il PD e con il vice-sindaco uscente, non è andata oltre il 2,5%. Un risultato che era nell'aria, contando che alle regionali del 2015 la lista unitaria "Sì Toscana a sinistra", era rimasta ben sotto al 6% e che i candidati di "partito" da essa espressi avevano dimostrato una forte debolezza in termini di preferente. Ma sconfortante è il risultato se confrontato con le comunali del 2011 quando SEL sfiorò addirittura il 10% dei voti e la lista PRC-PdCI ebbe quasi il 5%, entrambe alleate all'epoca con Antonelli. In 5 anni le due sinistre sono passate da 3.000 a mille voti. Per la prima volta nella storia la Sinistra rimane fuori dal Consiglio comunale cascinese. Grande exploit invece della #Lega Nord, che grazie alla campagna aggressiva della candidata a sindaco Ceccardi ha avuto un 21,3% (circa 3.900 voti), che sono un'enormità in più rispetto al 4,1% (meno di 850 preferenze) presi 5 anni fa. Di converso va molto male il resto della destra: Forza Italia si ferma al 4,6% mentre Fratelli d'Italia-AN deve accontentarsi del 2%: un crollo rispetto al 12,3% che invece ottennero nel 2011 quando si presentarono unite con il simbolo del PDL. #Elezioni Amministrative