Una bomba è esplosa nel #Governo. L'ennesima di una lunga serie dopo quelle che hanno coinvolto la Guidi e Lupi, passando per la Boschi, la quale però è ancora al suo posto. Il ministro dell'interno italiano è nominato in un'intercettazione dall'ex sottosegretario della pubblica istruzione Pizza. L'intercettato parla di un favore impellente ad un caro amico, e la ricostruzione è piuttosto raccapricciante. Si tratta, purtroppo, dell'assunzione alle #poste italiane del fratello di Angelino Alfano, il quale ribatte definendo "scarti di inchiesta" le accuse rivoltegli.

Su Alfano la furia dei "grillini"

Le reazioni del mondo politico non si fanno attendere, e la più accalorata è indubbiamente quella di Di Battista del Movimento Cinque Stelle, il quale dal suo profilo Twitter si scaglia contro l'onorevole, intimandogli di riferire immediatamente in Parlamento sulla grave vicenda.

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Il "grillino" attacca Ncd, definendolo "il partito con più indagati che elettori".

Nuovo grattacapo per Renzi

Pochi giorni, fa lo stesso Alfano aveva minacciato di uscire dalla maggioranza se non fosse cambiato l'Italicum, creando così non indifferenti mal di testa al Premier, messo spalle al muro, con il rischio concreto di perdere numeri preziosi in Parlamento. Ora, con l'inchiesta in essere, l'autogol del capo del Viminale potrebbe rappresentare un macigno anche per il segretario del Pd, già incalzato dalla minoranza Dem. I già nefasti sondaggi politici potrebbero tingersi ancor più di nero per l'ex primo cittadino di Firenze.

La corruzione, vera o presunta che sia, smuove l'opinione pubblica peggio di un terremoto e la maggioranza, se vuole tentare di recuperare un minimo di fiducia nei cittadini, dovrà decidere se spingere o meno per le dimissioni di Alfano, per non cadere in un altro spiacevole equivoco.

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A volte sarebbe doveroso cercare di salvare almeno la faccia, indipendentemente dalla presenza o meno dei valori morali. Ci attendiamo dunque nelle prossime ore dichiarazioni dello stesso Presidente del Consiglio che, giocoforza, dovrà assumere una posizione. Il buon senso sarebbe auspicabile, ma di questi tempi nulla è garantito. In gioco c'è una residua manciata di credibilità. Servirà ben più di una Leopolda. #M5S