Torniamo ad occuparci del tema riguardante il sovraffollamento carcerario riportando all'attenzione dei lettori le ultime novità. Negli scorsi giorni il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiarito attraverso un intervento al question time della Camera la sua posizione sul punto, manifestando l'intenzione dell'esecutivo di portare avanti quanto già fatto attraverso lo svuota carcere. Il fulcro dell'operato governativo ha visto il diffondersi delle pene alternative alla carcerazione finalizzate al recupero dell'individuo, ma solo per chi ha commesso reati minori. Un vero e proprio provvedimento di #amnistia ed #indulto sarebbe pertanto escluso.

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Mentre per quanto riguarda chi deve restare in carcere si parla addirittura della possibilità di rendere disponibile il software skype in sostituzione delle tradizionali schede telefoniche utilizzate in alcuni penitenziari, che dovrebbero ospitare il progetto pilota. Resta un fatto: sembra esserci ancora molto da fare nel settore, mentre dalle carceri continuano ad arrivare rivendicazioni per un cambio di rotta rispetto alla situazione attuale. Vediamo insieme le ultime rivendicazioni riguardanti il sovraffollamento ad opera del sindacato di polizia penitenziaria.

Sovraffollamento carcerario: le denunce del Sappe riguardo il carcere di Terni

Come appena anticipato, continua a farsi sentire il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, che lancia l'allarme sul "rischio collasso" per la struttura di Terni.

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Il problema del sovraffollamento sarebbe tornato infatti a farsi sentire, visto che i sindacalisti hanno messo in guardia più volte contro la carenza di personale rispetto al numero dei detenuti. Al momento sarebbero presenti 440 detenuti, mentre i posti a disposizione della struttura si fermerebbero a 411. La questione è stata già segnalata al Dap, come riferisce il Segretario Regionale Fabrizio Bonino indicando l'ultimo episodio di violenza in ordine di tempo. Un detenuto straniero avrebbe ferito tre agenti di polizia intervenuto per calmarlo, dopo aver adottato una condotta violenta in attesa di parlare con l'Ispettore di Polizia. Mentre sullo sfondo si presenta anche il conto della possibile emergenza sanitaria che si potrebbe profilare all'orizzonte, come segnalato nel nostro precedente articolo in merito ad un caso di tubercolosi all'interno della stessa struttura. Insomma la situazione appare ancora tutt'altro che tranquilla secondo i sindacati di Polizia, i quali chiedono più attenzione per le forze penitenziarie ed un intervento migliorativo nella capienza e nella qualità delle strutture carcerarie.

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