Sembrava arrivato il giorno tanto atteso per chi crede che la liberalizzazione della cannabis (hashish e marijuana), pianta originaria dell'Asia Centrale, potesse cambiare il mondo moderno e la cultura di interpretarla ad uso e costume di una nuova civiltà consapevole e cosciente delle proprietà analgesiche e sedative di una 'erbaccia' che in tutti i modi sembra essere diventata impossibile da legalizzarsi. Sappiamo bene che l'attuale legge non sarà mai in grado di fermarne il prossimo utilizzo dichiarato illegale e dedicato esclusivamente a uso e 'costume' di multinazionali del farmaco o a vantaggio di innumerevoli lobby che la trattano guadagnandoci milioni.

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Oggi restiamo delusi per la morte di un probabile successo, dovuta ai 2000 emendamenti e allo scivolone che ha fatto ieri 25 luglio il suo ingresso in Parlamento. Quali saranno i percorsi che ne seguiranno quando arriverà settembre?

Cos'è la cannabis, nuoce davvero alla salute?

La cannabis esiste da tempi remoti; sue tracce sono state rinvenute addirittura nelle mummie del periodo che va dal 115 al 1500 d.c. Negli anni è stata utilizzata in tanti modi ed è conosciuta con il nome di 'Canapa'; il suo ingresso in Europa sarebbe avvenuto a fine '800, si dice grazie a Napoleone che ne scoprì le proprietà anestetiche, antidolorifiche, sedative e altre legate all'azione lenitiva. Nel 1923 ha avuto il suo esordio nella costruzione delle prime automobili Ford, in un prototipo che nacque con il 60% di materiali derivati dalla canapa, poi nelle abitazioni con i suoi molteplici prodotti, a partire dalla vernice, i mattoni, i collanti, rivestimenti ecc;  l'olio di semi di canapa a uso alimentare e addirittura validato anche come combustibile, insomma, tantissime proprietà che sembrano fermarsi stranamente solo alla privazione del suo utilizzo, ritenuto benefico anche dal Prof.

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Umberto Veronesi, illustre oncologo dello IEO -Istituto europeo di oncologia- di Milano, che intervenendo qualche anno fa sul tema in una intervista disse: "I danni derivanti dalla marijuana sono praticamente inesistenti", definendo infondata la credenza che l'utilizzo di cannabis possa dare dipendenza. Quindi, perché molte fazioni politiche insistono nel non volere una legge sulla legalizzazione della cannabis, attesa in Italia da anni?

Analizziamo qualche motivazione sui 'no' 

Siamo al 26 luglio e ancora ci ritroviamo sommersi dalle mille inquisizioni che il tema della cannabis sta portando in Parlamento a innumerevoli 'signori'; persone comuni che vi risiedono e che vorrebbero il suo utilizzo affondato nell'illegalità. Proprio a questo scopo è stato presentato alla Camera, dall'Area popolare, un fascicolo contenente circa 2000 emendamenti atti a frenare e bloccare la sua legalizzazione facendola scivolare a settembre. Anche parte della maggioranza non è in favore dell'emendamento che è stato 'sposato' da Benedetto Della Vedova, uno dei primi sostenitori per la legalizzazione della cannabis.

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Così oggi, tutti hanno una motivazione su cui parlare; c'è chi vorrebbe giustamente un'apertura mentale superiore al passato e altri che vorrebbero restarvi 'incollati' per chissà quali motivazioni, ma il dubbio che viene è: non permettendo l'utilizzo della cannabis, il marcio proseguirà ancora a giocare su guadagni occulti manovrati da qualche potere 'sconosciuto' e impedirà allo Stato, con la sua legalizzazione, di avere maggiori controlli sui suoi consumi e i meritati introiti sottratti alla illegalità malavitosa? Vedremo cosa accadrà a settembre. 

  #Decreto Liberalizzazioni #Governo #Camera dei Deputati