Oggi in provincia di Pisa non si fa altro che parlare delle foto in costume da bagno della neo-sindaca di Cascina Susanna Ceccardi, prima esponente della #Lega Nord a guidare un comune in #Toscana nella storia. Un articolo uscito sul quotidiano locale "Il Tirreno" parla infatti di queste fotografie che da circa una settimana sarebbero state inoltrate privatamente a diversi esponenti politici locali e a vari giornalisti. Foto che però non sono ancora state divulgate pubblicamente e che inducono qualcuno, sui social network, perfino a ipotizzare che esse neppure esistano e che possa essere un escamotage per "deviare l'attenzione" dal fatto che, oltre due settimane dopo i ballottaggi, non sia ancora stata nominata una Giunta (la cui presentazione è prevista nelle prossime ore).

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In realtà le foto esistono: chi scrive questo articolo è infatti casualmente entrato in possesso cinque giorni fa di questi tre scatti, ma si è guardato bene da divulgarle o parlarne con chiunque. Per un'etica personale prima che di deontologia professionale: infatti non credo che il corpo di una donna debba essere strumentalizzato a fini scandalistici, anche se si tratta di un personaggio che sta facendo discutere per uscite e provvedimenti politici particolarmente discutibili.

Infatti in queste ultime settimane da quando la Ceccardi è diventata sindaco di Cascina, che è il secondo comune della provincia di Pisa con i suoi 45.000 abitanti, essa è stata già al centro di diverse polemiche che hanno fatto il giro della Toscana ma anche d'Italia. Prima il suo commento sui social network (in realtà risalente a gennaio) nel quale aveva definito la canzone "Imagine" di John Lennon come un'inno "comunista".

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Poi due azioni concrete e ancor più discutibili, come il rifiuto di accogliere sul proprio territorio alcuni profughi e come quella di andare personalmente ad appendere dei crocifissi nelle aule scolastiche del comune. Due atti di cui è stata da più parti evidenziata una certa contraddizione, parlando dal punto di vista dei valori "cristiani".

Le foto della discordia

Venendo alle foto, non sono dei "selfie", ma degli autoscatti allo specchio, che denotano in effetti come si tratti di foto di qualche anno fa, quando ancora non esistevano telefoni in grado di fare "selfie". Non sono foto particolarmente scandalose: appunto in costume da bagno che la (futura) sindaca si era scattata all'interno di un'abitazione (probabilmente la propria) e che aveva evidentemente inviato lei stessa a qualcuno. E che oggi, dopo la sua elezione a "prima cittadina", stanno facendo discutere. Specialmente in una realtà di provincia tutto è propenso a diventare "notizia" e a produrre facili ironie con una facilità estrema.

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E non a caso da questa mattina, sui profili Facebook e nei bar della provincia di Pisa, non si parla d'altro. Anche queste sono le conseguenze di un'eccessiva spettacolarizzazione della politica, aumentata vertiginosamente negli ultimi 25 anni. Con un paradosso: fino a prima degli anni Novanta se un personaggio politico veniva ritratto in atteggiamenti "privati" di questo genere ciò provocava scandalo e portava all'isolamento del soggetto in questione; oggi invece foto del genere contribuiscono ad aumentare la popolarità del del personaggio che finisce al centro del "polverone" mediatico. Un'elemento sociologico su cui sarebbe opportuno riflettere... #Elezioni Amministrative