In seguito alle elezioni tenutesi il 13 aprile, la Siria finalmente vede alla luce il nuovo esecutivo. Il 22 giugno alla carica di Primo Ministro era stato incaricato Imad Khamis, ingegnere di 54 anni. Khamis non è nuovo ad incarichi governativi, essendo il ministro dell’elettricità uscente. Assad, alla guida di un paese in forte crisi e colpito dal terrorismo, ha deciso di mantenere immutati i ministeri chiave: Difesa, Interni, giustizia ed Affari #Esteri. Cambiano invece le nomine riguardanti 14 ministeri, tra cui quello dell’Economia assegnato ad Adib Mayaleh, dell’Industria ad Ahmed al-Hamou, delle Finanze a Maamoun Hamdane e dell’Informazione a Mohamed Torjmane.

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Chi è Khamis

Volto noto in Siria, Khamis ha ricoperto cariche di rilievo nelle maggiori compagnie energetiche siriane come la Damascus  Electricity General Company e la Damascus Countryside Electricity General Company. Recentemente è stato anche direttore generale della General Establishment for Electric Power Distribution and Investment. Membro del partito al-Baath dal 1977, ne occupa una posizione di rilievo regionale dal 2013. Il nuovo primo ministro è conosciuto anche nell’ambiente internazionale. Nel 2012 Khamis fu accusato di aver ridotto l’emissione di energia elettrica a disposizione dei civili per sedare le tensioni sociali nel paese. L’accaduto si rifà al periodo in cui occupava la carica di Ministro dell’Elettricità e vede protagonista l’UE che punì Khamis attraverso delle sanzioni.

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Un paese allo sbando

Compito del nuovo esecutivo sarà rivitalizzare l’economia del paese, che da 5 anni è in preda alla guerra civile. La produzione petrolifera è ferma, le infrastrutture quasi del tutto distrutte e la Lira Siriana è in preda all’inflazione. Fonti ONU dichiarano che l’80% dei civili vive in povertà, mentre l’economia del paese si è contratta del 55% durante il conflitto. L’organizzazione intergovernativa inoltre aggiunge che i 5 anni di guerra sono costati a livello umano 270 mila morti, 5 milioni di rifugiati all’estero e 6,5 sfollati in Siria. #Medio Oriente #crisi migratoria