Una rivoluzione che si regala per il suo sessantottesimo compleanno. Il festeggiato è Beppe Grillo, ormai unico leader del #M5S dopo la scomparsa del guru Casaleggio. Il dono è uno Statuto nuovo di zecca, pronto a cambiare i tratti del Movimento. Le modifiche interesseranno in prima persona proprio i membri dell’organo decisionale del Movimento, il direttorio. Convocati da Grillo proprio nel dì di festa, il 21 luglio, Di Maio, Di Battista, Sibilia, Ruocco e Fico hanno iniziato ad analizzare le modifiche alle regole che saranno poi sottoposte al giudizio della rete a partire dal 25 luglio.

Le modifiche allo Statuto

Tra le varie possibilità spicca l’ipotesi di far entrare proprio i membri del direttorio nell’Associazione Movimento 5 Stelle, di cui fino ad oggi hanno fatto parte solo Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, il commercialista del comico genovese Enrico Nadasi e il nipote Enrico Grillo che si occupò proprio della registrazione dello Statuto ancora vigente.

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In questo modo ai parlamentari pentastellati del direttorio verrebbe trasferita la proprietà del simbolo.

La proprietà si scontra con il vincolo dei due mandati

Lo aveva annunciato già nel corso della festa del Movimento che si è svolta ad Imola e questa possibilità aveva un procedente: la scomparsa del suo nome dal simbolo del Movimento. L’ipotesi di rendere i membri del direttorio proprietari del simbolo, facendoli entrare nell’associazione, si scontra però con il vincolo dei due mandati previsto per gli eletti che è una regola ferrea ed inderogabile del Movimento.

Nuove regole sulle espulsioni

La decisione dei giudici di Roma e Napoli che hanno reintegrato un gruppo di dissidenti impone ora modifiche statutarie improcrastinabili. Qualunque nuova formulazione degli articoli dello Statuto non sarà però reatroattiva e dunque per il leader del Movimento si pone ora il problema dell'eventuale risarcimento chiesto dagli espulsi del passato: tra questi un nome altisonante, quello del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, da due mesi in attesa di una decisione sul suo conto.

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Altra grande prova per i pentastellati che nel giro di pochi mesi hanno dovuto affrontare diversi terremoti, dalla morte di Casaleggio,alla prova di Governo e ora questa probabile rivoluzione delle regole che si sono dati alla costituzione