L'italicum, la legge elettorale approvata dal #Governo Renzi il 6 maggio 2015, già entrata in vigore oggi, primo luglio 2016, sarà nuovamente oggetto di discussione in Parlamento il prossimo settembre 2016. La sua ridiscussione è stata oggetto di richiesta da parte di Sinistra Riformista, che con una mozione del "si" che presenterà al nostro Parlamento, chiederà formalmente la revisione di due punti basilari della legge: il voto di maggioranza previsto per la lista che raggiungerà il 40% e la governabilità del paese rappresentata da una sola Camera.

Le richieste di Sinistra Riformista

Sinistra Riformista chiede al governo la modifica dei punti citati, entro il prossimo settembre, ma invoca a gran voce che la discussione parlamentare sulla legge possa iniziare già da lunedi 4 luglio 2016; questo per poter giungere ad un accordo definitivo entro il prossimo autunno, prima che sia la Corte Costituzionale ad intervenire, giudicando la legge elettorale, incostituzionale, proprio a causa dei due punti sopra citati.

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Ma la mozione del "si" ed un eventuale intervento della Corte, non sembrano destare preoccupazioni in Matteo Renzi ed il suo governo.

La legge non si tocca?

Secondo il premier e tutto il PD renziano, una mozione non condurrebbe certo ad un clima sereno nel quale si possa dibattere un argomento di tale portata. Inoltre, il premier rincara la dose, dichiarando, che le mozioni sono sempre esistite, sono un diritto di chi le promuove, ma non per questo è sicuro che la legge subirà dei ritocchi. La mozione di Sinistra Riformista, sostenuta anche da Dem, da Sinistra Libertà e dalle minoranze PD, viene così interpretata da Arturo Scotto, capogruppo alla Camera dei Deputati di Sinistra Libertà: "Il testo chiede di evitare profili di incostituzionalità. Chiediamo al Parlamento che si pronunci, prima che a pronunciarsi sia la Corte sull'incostituzionalità della legge e poichè in queste ore il dibattito sulle modifiche, è sotto traccia, noi riteniamo giusto che se ne parli apertamente in aula".

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Intanto il M5S, sospetta che in fondo Renzi, non sia poi così contrario alle modifiche richieste. Secondo Beppe Grillo, dopo i deludenti risultati delle elezioni amministrative, il premier potrebbe temere, di non raggiungere alle elezioni politiche, il 40% dei voti necessari, per incassare il premio di maggioranza. Saranno questi giorni caldi, anche politicamente parlando, a fornirci forse, notizie, sullo scottante dibattito.