Il testa a testa fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico continua a caratterizzare questa prima parte dell’estate. Le due forze politiche italiane sono praticamente appaiate, visto che a dividerle c’è meno di mezzo punto percentuale. L’avvincente sfida si è accesa soprattutto dopo le elezioni amministrative, che hanno visto trionfare i grillini a Roma e non solo. Da quel momento in poi è iniziata la rincorsa dei pentastellati, che dopo aver avvicinato il partito di Governo, hanno addirittura messo la freccia sorpassandolo. Dopo mesi, si è verificato ciò che per molti sembrava essere un miraggio. A seguire, vi illustriamo quanto ha rilevato EMG questa settimana tramite un sondaggio politico.

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Oltre alle intenzioni di voto ai partiti, è stato chiesto agli italiani un’opinione sul referendum costituzionale di ottobre, a cui tiene in modo particolare Matteo Renzi, tanto da annunciare le dimissioni nell’eventualità di una sconfitta.

EMG: Lega Nord e Forza Italia guadagnano terreno

Confrontando i dati rispetto ad una settimana fa, notiamo una riduzione del distacco tra #M5S e #Pd, nonostante ci sia stata una flessione per ambedue, -0,7% per il primo e -0,6% per il secondo. Ciò significa che il movimento di Luigi Di Maio si trova al 31%, mentre il partito di Matteo Renzi si attesta al 30,6%. Va bene a Lega Nord e Forza Italia, i quali riprendono quota, rispettivamente dell’1,3% e dell’1,2%. Ora abbiamo Matteo Salvini al 13,7% e Silvio Berlusconi al 12,9%. Lieve calo per Fratelli d’Italia (-0,3%), quotati al 4%, e per Nuovo Centrodestra (-0,2%), attestato al 3%; va ancor peggio a Sinistra Italiana, che scende dello 0,4%, portandosi al 3% in ultima posizione.

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Complessivamente, il centrodestra agguanta il Partito Democratico al secondo posto, mettendo a rischio persino il ballottaggio, dove in tutti i casi vincerebbero i grillini: 54,6% contro PD e 55,2% contro CDX. Quest’ultimo perderebbe anche contro il partito del Premier (51,2% vs 48,8%).

Sul fronte del referendum, invece, l’istituto di ricerche rileva l’incremento del ‘NO’ (+0,9%), che sale al 29,9%, mentre si riduce il ‘SÌ’ (-1,9%), che attualmente è quotato al 27,4%. I restanti sono indecisi e rispetto alla volta scorsa fanno registrare un +1%. Sullo stesso argomento vogliamo sottoporvi un sondaggio di IPR, che stima come il 50% degli interpellati andrà a votare ad ottobre, mentre il 35% non si recherà alle urne per la consultazione referendaria ed il 15% non sa ancora. Tra coloro che sono intenzionati abbiamo il 52% per il ‘NO’ ed il 48% per il ‘SÌ’. #Sondaggi politici