Sono passate da poco le 22 del 15 giugno 2016, quando in Turchia, un commando militare turco irrompe negli studi televisivi di stato e dichiara al popolo turco di essersi impossessato del paese. Difficile capire in questi momenti di alta criticità e tensione cosa stia realmente succedendo. Il copione di un colpo di stato, di fatto, ci sarebbe: i militari contro il presidente turco Erdogan. Siamo con tutta probabilità davanti ad una situazione in cui le forze militari di un paese, depositarie della costituzione e della laicità della democrazia, reagiscono contro lo strapotere e la deriva islamista di Erdogan, diventati insopportabili per le truppe armate turche.

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I collegamenti aeroportuali da e per la Turchia sono stati interrotti, le autorità turche invitano la popolazione a restare chiusa in casa. Il ministro degli #Esteri italiano, Paolo Gentiloni, esorta tutti gli italiani presenti in Turchia a rispettare il coprifuoco delle autorità. Intanto, in contemporanea con il premier Matteo Renzi ed il presidente statunitense Barack Obama, Gentiloni sta seguendo l'evoluzione della situazione turca, e con il passare dei minuti, apprende, come tutti coloro che seguono con il fiato sospeso gli eventi, che i militari hanno preso possesso della sede dell'AKP, il partito di Erdogan.

Quello che inizialmente sembrava essere un attacco militare di una frangia dell'esercito turco, nel giro di una mezz'ora si è rivelato essere un tentativo di golpe vero e proprio, da parte di quasi tutto l'esercito militare.

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Oltre ai collegamenti aeroportuali sono stati oscurati i social network e i collegamenti televisivi. Erdogan, tramite un collegamento, sarebbe riuscito ad emanare un comunicato alla nazione, in cui incita il popolo turco a reagire al colpo di stato. Da fonti non ancora ben identificate, si parla di un Erdogan in fuga, che si starebbe dirigendo verso l'aeroporto internazionale di Istanbul. Se così fosse, sarebbe lecito domandarsi come potrebbe imbarcarsi, vista la sospensione dei voli. La Germania intanto avrebbe smentito un'autorizzazione ad un volo per Erdogan.

La situazione in cui ormai versa il paese è quella di una Turchia nella quale le forze militari sono quasi completamente contrapposte al regime di Erdogan. Le uniche forze di cui potrebbe disporre il presidente turco sarebbero solo quelle di polizia. Una cosa è certa, la guerriglia civile tra polizia-popolo contro esercito militare potrebbe essere l'unica ancora di salvezza per il presidente turco.

La guerra civile è di fatto lo scenario più tragico in cui potrebbe ritrovarsi la Turchia, in quanto in questo caso, anche le forze armate potrebbero perdere il controllo del paese.

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Difficile in questi momenti concitati definire se le esplosioni e gli spari che si susseguono in diverse zone della Turchia, ma soprattutto ad Istanbul, stiano dando di fatto l'avvio ad una guerra civile. Una qualche resistenza al colpo di stato si potrebbe dedurre dal fatto che alcuni fedeli di Erdogan abbiano tentato l'assalto alla TV di stato ma che siano stati respinti dalle forze militari. I militari che dapprima hanno occupato l'aeroporto di Istanbul, avrebbero lasciato il posto a dei civili partecipanti al golpe, indizio dal quale si deduce invece che sicuramente non tutti i civili stanno seguendo l'invito di Erdogan ad opporsi alle forze militari.

Lo scenario che si sta prospettando nella capitale turca intorno alla mezzanotte è quella di una vera e propria guerra civile: civili da una parte e militari dall'altra, la bandiera turca rovesciata. Intanto, il Capo di Stato Maggiore, uomo molto vicino al presidente turco, è prigioniero dell'esercito. Il Ponte sul Bosforo è diventata la zona dove maggiormente si sta svolgendo lo scontro tra civili e militari.Le ultime notizie informano che Erdogan potrebbe essere in volo verso Londra