In occasione della presentazione dell'ultimo numero della rivista "Strade - Verso luoghi non comuni" assieme a Benedetto Della Vedova, sottosegretario al Ministero degli Esteri, è intervenuta pure la Ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, la quale ha usato diversi argomenti a favore del SI al referendum costituzionale dell'autunno. Blasting News era presente, ecco le sue parole.

Non buttare via due anni di lavoro del Parlamento

La Boschi ha argomentato dando uno sguardo storico a come nacque la Costituzione: "Sono la prima a riconoscere che non è una riforma perfetta, dato che tutte le riforme e leggi sono migliorabili. Ma ricordo che anche nel 1948 quando venne approvata la Costituzione vi furono critiche, alcuni rimpiangevano addirittura lo Statuto Albertino, qualcuno disse che gli unici articoli positivi erano quelli che permettevano di cambiarla. Ma già i Costituenti hanno voluto che la prima parte della costituzione non sia modificabile, mentre invece sapevano che sarebbe stato possibile rivedere la seconda parte, che riguarda l'organizzazione dello Stato. Già Ruini invitava a non farne un "idolo". 

Poi passa al presente e ricorda l'iter della riforma: "Abbiamo scelto di rispettare in toto la procedura prevista dall’articolo 138 della Costituzione per modificarla. Questo ha significato scegliere la strada più dura, un impegno notevole. Ma questo è un elemento di forza anche rispetto a chi oggi propone di votare NO buttando via due anni di lavoro e ricominciare daccapo, immaginando che in questa Legislatura ci sia una maggioranza per una riforma diversa. Ma questo vuol dire non rispettare il lavoro che il Parlamento ha fatto: sei votazioni con maggioranze che hanno sfiorato il 60% e un dibattito vero, spesso facendo le 2 o le 3 di notte in aula."

Con il SI sviluppo economico e risparmio di 500 milioni annui

Infine la Boschi ha argomentato sugli aspetti economici: "Non è la riforma ideale ma per i suoi pregi è positiva e fa fare dei passi avanti al Paese. E' facile trovarsi d'accordo su un NO, difficile è mediare per costruire una proposta. Inoltre la riforma incide anche economicamente, può essere la base per lo sviluppo del Paese e per il miglioramento dei nostri conti. E non solo per i risparmi che oggettivamente comporta nell'immediato, 500 milioni di risparmio ogni anno come dice la Ragioneria dello Stato. Ma soprattutto delle istituzioni democratiche che funzionano meglio fanno prendere decisioni in modo più veloce e garantiscono più crescita e sviluppo economico. Ma soprattutto è la stabilità che rappresenta la base per un miglioramento dei nostri conti pubblici. La volatilità dei Governi come vi è stata per 70 anni porta solo politiche di breve respiro e crescita del debito pubblico, mentre invece serve programmazione. Questa riforma non guarda ai prossimi 6 mesi ma ai prossimi 30 anni. Saranno i cittadini a scegliere SI o NO e lo faranno a prescindere dalla simpatia per il Governo ma guardando alle prossime generazioni." #Costituzione italiana #Pd #referendum costituzionale