Potrebbe diventare uno dei raduni politici più imponenti e con il maggior numero di persone ad assistervi. Di sicuro c'è che la manifestazione "per la democrazia e i martiri" voluta dal presidente #Erdogan ad Istanbul lancia un messaggio fortissimo al resto del mondo e all'Europa in particolare che si mostra ancora una volta molto fragile e senza una chiara linea.

Milioni di bandiere turche hanno riempito Istanbul e la zona portuale di Yenikapi fin dalle primissime ore del mattino a dimostrazione di vicinanza al governo e a Erdogan. 

Per l'occasione la #turchia ha fatto le cose in grande: per la sicurezza 15 mila poliziotti impiegati e 13 mila persone civili, migliaia di organizzatori e la trasmissione della diretta in ben 7 lingue.

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Il tutto con l'obiettivo di rimarcare al mondo intero che il tentato golpe ha fallito e come ha twittato lo stesso Erdogan "per mostrare in maniera netta e forte la nostra unità e solidarietà". Altre manifestazioni di vicinanza al governo sono in corso anche in altre città della Turchia.

Chi era presente e chi no

Hanno aderito alla maxi manifestazione i leader dei due partiti di opposizione: Kemal Kiliçdaroglu, segretario del partito socialdemocratico Chp, e Devlet Bahçeli, a capo del partito ultranazionalista Mhp.

Presenti anche il capo del Dipartimento per gli affari religiosi Mehmet Görmez (a testimoniare il solidissimo legame tra il governo e l'Islam), l’ex presidente Abdullah Gül, il capo di Stato maggiore generale Hulusi Akar, che nella serata del tentato golpe venne sequestrato dai golpisti.

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Assenti invece la forza parlamentare di sinistra Hdo e i rappresentanti del partito filo-curdo Hdp che non sono stati nemmeno invitati, segno di una chiara avversione del governo turco verso queste due forze.

Scontata la partecipazione dei famigliari delle centinaia di persone uccise dai golpisti considerati appunto da Erdogan come "martiri" e del primo ministro Binali Yildirim, leader del partito al potere Akp.

L'attesa per il discorso di Erdogan

Arrivato in aereo sul posto della manifestazione assieme alla moglie, Erdogan chiuderà in serata la manifestazione con un discorso che si preannuncia forte di contenuti polemici soprattutto verso i paesi dell'Unione Europea che in settimana si erano mossi in ordine sparso accusando la Turchia per i metodi utilizzati verso i golpisti.

Le accuse principali erano arrivate dal cancelliere austriaco Christian Kern che aveva chiesto di "chiudere le trattative tra UE e Turchia" e dal leader politico tedesco del partito di sinistra Die Linke, Bernd Riexing, che dichiarava "inammissibile l'inclusione della Turchia in Europa: un paese quello turco dove si dà la caccia a giornalisti, si ridefinisce la giustizia e si incarcerano gli oppositori politici". #Esteri