Va avanti nel più totale silenzio del mondo occidentale la contro offensiva del governo turco contro chi viene ritenuto vicino al tentato golpe del 15 Luglio. Un attacco quello portato avanti da #Erdogan e dai suoi che si concretizza sempre più verso la costituzione di un regime totalitario con l'assenza di diritti umani e un silenzio quello dell'Europa in primis che si fa sempre più assordante e difficile da commentare.

A poco più di un mese dal tentato e fallito golpe in #turchia continuano le purghe e si punta in particolar modo a colui che viene considerato il nemico principale e mente dei ribelli: Fetullah Gulen. Dopo la richiesta di estradizione agli USA e il mandato di arresto, arriva ora anche la richiesta di condanna per il religioso.

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La procura turca ha chiesto per lui due condanne all'ergastolo e altri 1.900 anni di carcere.

Perquisizione in 44 aziende e arresti nei tribunali

A fianco alla battaglia contro Gulen proseguono in Turchia gli arresti e le perquisizioni di tutti coloro che vengono ritenuti responsabili o solamente vicini a chi ha tentato di ribaltare la situazione del paese quel 15 Luglio. Così nel mirino di Erdogan sono finiti 83 dipendenti del Tribunale Anadolu e manager considerati tra i finanziatori dei ribelli.

"La polizia turca ha eseguito quest'oggi la perquisizione con mandato di arresto negli uffici e nelle sedi di 44 società di Istanbul, operazione che coinvolge 120 manager", a riportare la notizia è Hurriyet citando l'agenzia di stampa statale Anadolu. I nomi delle società coinvolte non sarebbero ancora stati comunicati ufficialmente, si sa solo che le aziende coinvolte sono state accusate di finanziare il movimento dei golpisti.

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Distruzione di libri e giornali

Attraverso un'ordinanza inviata direttamente dal Ministero dell'Istruzione turco viene ordinato a tutte le biblioteche e scuole del paese di raccogliere e distruggere tutti i possibili riferimenti a Gulen.

Nella missiva ministeriale si individuano 29 case editrici, 15 riviste e 45 quotidiani che sono stati ritenuti vicini al movimento del religioso considerato la mente del tentato golpe e che sono stati prontamente messi al bando attraverso un decreto speciale approvato utilizzando lo stato di emergenza nel paese. #Esteri