Il fallito colpo di stato del passato 15 luglio in #turchia, è stato descritto dal presidente turco Erdogan come "un dono di Dio". Una volta che la sopravvivenza del suo governo è stata garantita, è apparso subito chiaro che il fallimento di un colpo di stato stava trasformandosi nel successo di un altro. Nei giorni successivi al tentativo di #golpe, sostenitori del partito al governo hanno commesso violenze atroci nei confronti di molti militari arresisi, ci sono state diverse uccisioni ed anche attacchi contro quartieri abitati da minoranze e sostenitori della sinistra. Le cosiddette purghe del presidente Erdogan hanno preso di mira militari, giornalisti, insegnanti, magistrati e membri della società civile.

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Non è chiaro chi ci sia davvero dietro il fallito colpo di stato, alcune speculazioni fanno pensare a un golpe simulato per giustificare ulteriori restrizioni alla democrazia da parte del governo. La teoria del complotto non è così stravagante come si potrebbe pensare, ed è alimentata da incongruenze negli eventi nella notte del tentato colpo di stato. Queste includono il mancato abbattimento del jet del presidente durante il volo di ritorno ad Istanbul, nonostante fosse stato intercettato da forze militari pro golpe. Inoltre il fallimento dei golpisti di occupare i media commerciali a favore del governo, questo ha permesso a Erdogan di raccogliere il supporto della popolazione durante una intervista rilasciata alla CNN turca mediante FaceTime. Tuttavia questi fatti potrebbero anche essere spiegati dall'incompetenza dei golpisti, meno sostegno previsto dai militari o dal fatto che il colpo di stato fosse stato eseguito prematuramente dopo essere stato scoperto dai servizi segreti.

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Il presidente Erdogan ha accusato il predicatore e politologo Fethullah Gulen di essere la mente del tentato golpe. Il governo turco ha più volte chiesto agli Stati Uniti l'estradizione di Gulen ma Washington non ne vuole sapere,ritenendo le accuse prive di fondamento. Il noto islamista, alleato di Erdogan fino al 2014, fu costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti dopo aver accusato il governo turco di corruzione ai massimi livelli. A seguito del fallito golpe è cominciata una totale epurazione e persecuzione dei seguaci di Gulen in tutti gli apparati dello stato. Una sistematica eliminazione di tutti gli avversari del governo, che comprendono politici, sostenitori della sinistra e minoranze etniche, soprattutto curdi. Per questo la Turchia è stata accusata da Amnesty International di violazione dei diritti umani. Le purghe di Erdogan continuano mentre il mondo inerte sta a guardare. #Esteri