La buona #Scuola avrebbe dovuto eliminare l'annoso precariato e superare il sistema delle supplenze, ma nessuno dei due buoni propositi è andato a compimento. Inoltre nonostante il numero degli insegnanti sia sovradimensionato, il #Governo deve fare i conti con le cattedre senza docenti, e le cose nel 2016 sono persino peggiorate. Per sbrogliare la matassa il governo ha trasferito migliaia d'insegnanti in cattedre distanti fino a svariate centinaia di km dalla zona di residenza, sollevando aspre critiche. Ma non sono solo i trasferimenti a disturbare il sonno degli insegnanti: in Sicilia, Puglia e Campania il corpo docente è in stato di agitazione, contestando duramente i criteri delle nuove graduatorie, che favoriscono chi ha punteggi bassi a discapito di quelli alti.

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La lettera aperta al premier di un docente trasferito

Il sito dedicato al mondo dell'istruzione e della scuola orizzontescuola.it ha pubblicato ieri una accorata lettera aperta che un docente ha rivolto a Renzi e al suo governo. La missiva inizia con l'augurio dell'estensore che i membri del governo possano "passare quello che sta passando la mia famiglia e quella di migliaia di insegnanti", per colpa della riforma renziana, che ha stabilito il trasferimento "sommario" di decine di migliaia di docenti, spesso mamme con prole e vent'anni di servizio alle spalle.

"Stavamo meglio quando eravamo precari", tuona la lettera firmata da Antonio Capodieci, che prosegue chiedendo se il governo si rende conto di quali ripercussioni abbia il trasferimento non richiesto imposto a molti docenti, che a settembre devono iniziare ad insegnare in alcuni casi a centinaia di km dalla città dove risiedono.

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Persone sulla quarantina d'anni che hanno famiglia e che sono costrette a spostarsi per insegnare, cosa che crea non pochi problemi agli interessati.

L'amaro sfogo del docente

L'insegnante prova ad evidenziare tutti i disagi a cui il trasferimento a centinaia di km sottopone gli insegnanti interessati: "Come possono organizzarsi gli insegnanti trasferiti a centinaia di km?" chiede Capodieci, che prosegue sottolineando mediante una incalzante serie di interrogativi tutti i problemi che il trasferimento causerà agli insegnanti che hanno famiglia, figli che frequentano le scuole e magari hanno contratto un mutuo per acquistare la casa. Traslocare per loro è molto difficile e l'alternativa è quella di trasferirsi da soli, trovandosi però nelle condizioni di vivere lontano dai familiari e dovere fare fronte alle spese per due abitazioni. "E' impossibile sopravvivere in queste condizioni con uno stipendio di 1.300 euro al mese".

Chi riparerà le lacrime di mia figlia?

Il docente chiede come i docenti interessati dai trasferimenti dovrebbero spiegare questa "novità" ai loro figli, che "piangeranno per la partenza della loro mamma", e ricorda che gli insegnanti dovranno affrontare e risolvere le questioni menzionate entro pochi giorni, visto che manca poco più di un mese all'inizio del nuovo anno scolastico.  #Matteo Renzi