Alice nel paese delle meraviglie ma forse gli calzano più a pennello i panni del Cappellaio matto. Per nulla turbato dai consensi che vengono meno, dal partito che vorrebbe il suo ritiro e da chi lo accusa di fare "comunella" con Vladimir Putin, Donald Trump prosegue nella sua "deliranza". L'imprenditore newyorkese spara le ultime cartucce chiamando a raccolta gli estremisti, coloro che alla fine hanno sempre rappresentato la spina dorsale del suo elettorato. Rieccolo, pertanto, su un tema a lui caro: l'immigrazione ed i presunti legami tra migranti e terroristi.

Un'analisi delle ideologie degli immigrati

Un test ideologico esisteva negli Stati Uniti ai tempi della guerra fredda, con lo scopo di impedire l'accesso nel Paese ai soggetti con spiccate simpatie "marxiste".

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Il nuovo test ipotizzato da Trump è ovviamente rivolto al presunto nemico dei giorni nostri, l'Islam radicale. Il candidato repubblicano ne ha parlato alla platea nel corso di un comizio che ha tenuto nello Stato dell'Ohio. "Ci vuole un sistema accurato - ha detto - per verificare i requisiti per l'ingresso in America dei nuovi migranti, a partire dalle ideologie a cui prestano fede. Nel nostro Paese dovrà entrare soltanto chi condivide i nostri valori". Oltre questo, Trump ha cavalcato un vecchio destriero elettorale. "Bisogna fermare l'immigrazione da tutte le regioni a rischio terrorismo", e ne ha sellato uno nuovo, alquanto claudicante. "Per impedire l'espansione dell'Islam radicale, bisogna impedire l'accesso ad Internet ai terroristi", ha sottolineato. E qui scatta il passo più audace della "deliranza" del Cappellaio matto: sarebbe bello infatti sapere in che modo Trump avrebbe intenzione di attuare questa misura, qualora fosse possibile metterla in atto.

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#Elezioni USA #Esteri