#Il Fatto Quotidiano è stato attaccato nuovamente dal #Pd, stavolta per una vignetta satirica che vede protagonista il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Sulla prima pagina del tabloid diretto da Marco Travaglio è apparsa una foto ritraente la Boschi, seduta, con un abito corto che lascia intravedere le gambe. 

Critica al vetriolo di Michele Anzaldi

Ciò che ha fatto infuriare il Pd, però, non è stata tanto la foto della Boschi quanto le parole che corredano l'immagine, ovvero "Riforme. Lo stato delle cos(c)e". Michele Anzaldi, componente della Commissione Vigilanza ha definito "sessista" la vignetta apparsa sulla prima pagina del Fatto Quotidiano.

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Il deputato dem ha sottolineato che i lettori del Fatto, probabilmente, sono abituati a tali attacchi satirici ma, stavolta, il quotidiano di Travaglio è sfociato nel sessismo. Anzaldi auspica che la vicenda non passi inosservata e che vengano adottate serie misure per evitare, in futuro, attacchi simili di stampo sessista. L'esponente del Pd ha poi sottolineato che "attaccare il ministro non sulle idee politiche ma sull'aspetto fisico mi pare uno scivolone che questa società non si può permettere".  Una 'stilettata' al Fatto è arrivata anche Valeria Fedeli, vice presidente del Senato, secondo cui nel momento in cui sessismo e bassezza diventano i protagonisti "la satira diventa qualcosa di diverso: è una presunta satira che non fa ridere, è greve e persino imbarazzante". 

Solidarietà alla Boschi di Laura Boldrini

Insomma, per il Pd quella vignetta che mostra la Boschi, seduta, con il microfono in mano e le gambe accavallate non doveva essere pubblicata; perlomeno il tabloid non avrebbe dovuto corredarla con quelle parole. Il ministro appare con un vestitino provocante.

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La vignetta di Mannelli ha fatto alzare un enorme polverone. Quella foto e quelle parole sono state tacciate di sessismo. Indignata anche la presidente della Camera Laura Boldrini, esprimendo la sua solidarietà a Maria Elena Boschi e invitando gli uomini a "rinnovarsi" anche nella satira. Certamente, quello innescato dal quotidiano diretto da Travaglio è un dibattito che non si chiuderà presto.