#Vladimir Putin effettua la più grande rimozione di tutta la sua era al potere a capo del Cremlino. Con una nota nella giornata di oggi, in cui si dichiara la rimozione dall'incarico di capo dello staff presidenziale russo, viene allontanato Sergei #ivanov (63) titolare di quel ruolo dal 2011, poco prima (nel 2012) che lo stesso Putin venisse eletto di nuovo presidente.  

Ivanov era stato anche ministro della difesa ed agli inizi della sua carriera aveva prestato servizio insieme all'attuale presidente nel famigerato Kgb. Nella stessa nota si dichiara che al posto di Ivanov Putin ha nominato Anton Vaino (44), un diplomatico che aveva avuto il ruolo di vice di Ivanov dal 2012.

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Lo stesso Putin ha sottolineato come lo stesso Ivanov abbia chiesto un mandato non maggiore ai quattro anni. 

Putin e Ivanov

Ivanov era considerato una stella luminosa del firmamento politico russo ed uno stretto e fidato collaboratore del Presidente Putin, nonché il capo staff più longevo della storia recente russa. Rimane tutta da decifrare la decisione presa da Putin, ma si dà vita nel contempo alla percezione come di un cerchio che si stringe sempre di più intorno al presidente, un cerchio di fiducia che diventa sempre più stretto, dove i collaboratori sono sempre di meno e sempre di più sotto pressione.

Il portavoce di Putin, Sergey Markov, ha sottolineato [VIDEO] che le dimissioni di Ivanov sono avvenute per motivi di salute e che il presidente voleva dare una ventata di innovazione al suo Gabinetto.

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Non sembra essere una coincidenza il fatto che venga sollevato dall'incarico il capo dello staff in un momento in cui lo stesso Putin ha attaccato duramente il governo ucraino, accusandolo di usare metodi terroristici e di ambire alla riconquista della Crimea. 

Nel 2008 Ivanov era uno dei papabili in auge per diventare il presidente della Russia, incarico che poi Putin indirizzò sul fido Medvedev, per riprendersi quel ruolo nel 2012. In decine di anni di collaborazione ci saranno stati alti e bassi nei loro rapporti, ma la decisione presa oggi conferma che ci sono delle svolte che rimangono segrete nella politica russa e che le prospettive non sono affatto cosi ben delineate come ci vogliono far credere.