Appuntamento imperdibile questa sera presso il Circolo Arci di Barile (Pistoia) dove per le ore 21,30 è previsto l'intervento di uno dei più noti costituzionalisti riguardo al prossimo Referendum Costituzionale previsto prima per ottobre e successivamente slittato a novembre 2016. I sostenitori del NO alle modifiche costituzionali si ritroveranno al Circolo di Rifondazione Comunista della cittadina pistoiese per ascoltare le ragioni del NO al Referendum Costituzionale espresse dall'emerito professore di Diritto Costituzionale Massimo Villone. All'evento parteciperanno anche diversi docenti che si sono adoperati per raccogliere le firme per i 4 referendum della 107 sui quali si attende il visto della Cassazione.

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Perchè votare no?

Per spiegare le ragioni del NO al referendum meglio di lui non poteva esserci, il noto costituzionalista Prof. Massimo Villone nonchè docente all'università partenopea Federico II. IlpProfessore è anche membro di Democrazia Costituzionale, formazione di magistrati che si è adoperata su tutto il territorio per raccogliere firme per l'abrogazione dell'Italicum. Si tratta di una corrente della magistratura fortemente preoccupata per la deriva autoritaria che sta assumendo il premier Matteo Renzi, così come ebbe ad esprimere Alfiero Grandi in occasione dell'apertura dei lavori di un convegno dello scorso giugno 2015 per la raccolta di firme come sopra descritto.

A Pistoia questa sera alle 21,30

Nel suo tour toscano, dove già era stata fatta tappa a Cecina, il Prof. Villone argomenterà le ragioni del NO al referendum nella cornice del circolo di Rifondazione a Barile (Pistoia).

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Egli è uno tra i 55 costituzionalisti che hanno firmato un documento in cui vengono sintetizzati i pericoli che discendono dal cambiare contemporaneamente oltre 40 articoli della Costituzione. In parole povere, si rischia di eliminare la democrazia a causa della sottomissione del Parlamento alle volontà del #Governo e ad un Senato profondamente cambiato e delegittimato perchè non sarà più eletto dai cittadini ma dagli stessi politici. Il referendum, per volere del governo, si terrà entro fine anno.