#terrorismo. Nel caldo sole di ferragosto l'Italia è stata colpita da una brezza leggera di rinnovata fiducia.

Dopo le dichiarazioni del Copasir, che hanno suffragato un sospetto già presente negli italiani, sono giunte ieri quelle del ministro Alfano, rese nel corso della tradizionale conferenza stampa di metà agosto. Dichiarazioni che hanno fugato, almeno in apparenza, ogni allarmismo o timore di rappresaglia terroristica ai danni del nostro Paese, all'indomani della liberazione di Sirte. Il nostro sistema di prevenzione anti-terrorismo ha dimostrato, almeno fino a questo momento, tutta la sua efficienza.

Il rapporto annuale del ministero dell'Interno

Alfano, con la sua usuale dovizia di particolari, ha dato lettura dei dati contenuti nel rapporto annuale del ministero dell'Interno.

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Ben 85 gli estremisti arrestati per terrorismo e 109 le espulsioni per motivi di sicurezza, delle quali 9 relative ad Imam. 110 i foreign fighters monitorati. Di questi 32 morti e 17 rientrati in Europa. Un bilancio davvero lusinghiero per il nostro sistema.

Il nostro ministro, quasi a voler siglare la veridicità delle sue affermazioni, ha poi parlato della smentita, giunta addirittura dal capo dell'Isis, relativo a quanto pubblicato dai giornali nei giorni passati. Sirte non è un luogo di partenza di terroristi-infiltrati, diretti sulle coste prospicienti del Mediterraneo.

Ciò che sorprende è la rinnovata attendibilità delle dichiarazioni di un leader sanguinario, quale può esserlo un capo del Daesh, che fa della menzogna e della sorpresa negli attacchi la propria strategia, purtroppo molto spesso vincente.

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Che la Libia sia un importante 'centro di smistamento profughi' (business del momento), è noto a tutti. Probabilmente, l'Is non vuole rinunciare a questo ulteriore guadagno?

No ai professionisti dell'ansia!

Il ministro ha poi deprecato gli inutili allarmismi creati dai media, definendo molti giornalisti professionisti dell'ansia. Ma si sa che l'informazione spesso marcia su binari paralleli alla verità-taciuta.

Il momento è critico per tutti ed è impossibile non ammettere l'esistenza di rischi anche per l'Italia, ma il nostro sistema di prevenzione è efficiente e ne ha dato prova fino a questo momento. Si sono intensificati anche i controlli nelle carceri, nei centri di accoglienza- migranti, dovunque possa esserci un pericolo di radicalizzazione o di infiltrazione.

Parole rassicuranti, quelle del nostro ministro, che  ci fanno ben sperare. Poi, come ognuno sa, del 'doman non v'è certezza'.