Il mese di agosto per il Sindaco di #venezia Luigi Brugnaro non è stato parco di polemiche e contestazioni. Dall’apertura del bando riguardante il Parco Papadopoli e dal relativo Speakers’ Corner al clamore scatenato qualche giorno fa dalla presenza del primo cittadino ai festeggiamenti per il diciassettesimo compleanno del Casinò di Venezia Ca’ Noghera, in un momento in cui l’Italia intera si stringeva a lutto attorno alle zone colpite dal terremoto, fino all’ultima più recente questione che, ufficializzata nel pomeriggio di ieri, si inserisce nel solco di una controversia che ha infiammato animi e riempito pagine di giornali già a inizio mese.

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Ieri, lunedì 29 agosto, è stata infatti presentata dalla Consigliera comunale PD Monica Sambo un’interrogazione al Sindaco riguardo un caso di presunta violazione delle norme che regolano l’attività dell’Ufficio #stampa dell’ente: se corrisponda o meno al vero che, nella settimana che va dal 15 al 21 agosto, la gestione dell’informazione del Comune sia stata affidata esclusivamente a personale non iscritto all’Albo dei giornalisti. Un’eventualità, questa, che si pone in aperta difformità rispetto alla legge 150 del 2000 e al Protocollo sull’informazione firmato dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che definiscono la presenza nell’Ufficio stampa comunale di operatori regolarmente iscritti all’Albo, e quindi rispondenti ad un ben specifico codice deontologico professionale, elemento necessario per garantire al cittadino la piena tutela di una corretta informazione.

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Le ragioni dell'interrogazione della Sambo

Un’interrogazione cui a Sindaco e Giunta verrà chiesto di rispondere e che, come si diceva, può essere ricondotta nell’alveo di una polemica sulla riforma dell’Ufficio stampa del Comune di Venezia operata dalla stessa amministrazione che risale a inizio mese. Scriveva il 5 agosto l’Ordine dei Giornalisti del Veneto in una nota ufficiale: «L'Ordine e il Sindacato dei giornalisti del Veneto esprimono forte preoccupazione per lo smantellamento in atto dell'Ufficio Stampa del Comune di Venezia, sostituito gradualmente da una struttura parallela di comunicazione a disposizione del Sindaco». 

Veniva poi fatto specifico riferimento a due anomalie di questo settore profondamente riformato: l’assunzione di due “collaboratrici retribuite dal Comune, addette alla Comunicazione”, delle quali una non iscritta all’Ordine, che non erano state però inserite nel contesto dell’Ufficio stampa e a cui era stata assegnata anche la gestione dei profili social di Brugnaro; e l’assunzione di un giornalista professionista a titolo gratuito addetto alla mansione generica di “supporto della comunicazione” (condizioni estranee a quanto previsto dalla Legge 150/2000), riguardo al quale è emerso l’aspetto singolare di una retribuzione disposta dallo stesso Brugnaro in qualità di privato cittadino o comunque da una delle sue società.

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«Andando contro le direttive di legge, il protocollo sull’informazione firmato da Ordine dei Giornalisti e Anci, e la pura logica organizzativa, l’Amministrazione Brugnaro ancora una volta pecca di solipsismo: il sindaco vuole essere anche il “padrone” dell’informazione, con le ricadute importanti che ognuno può immaginare – ha commenta la Sambo alla vigilia dell’interrogazione – Pare che nella settimana in questione due giornaliste fossero in maternità e altri due in vacanza: dopo una settimana di risposte evasive sulla presenza o meno di personale iscritto all’Albo non mi è rimasta altra via che procedere con una interrogazione al Sindaco. Si parla di rispetto della norma da parte delle istituzioni e di tutela dei diritti dei cittadini: due condizioni assolutamente centrali perché si attui una corretta amministrazione della città»  #Politica Venezia