Il 16 Settembre, i Capi dei 27 Stati membri della UE si incontreranno a Bratislava, in Slovacchia, Paese che ha la Presidenza di turno del Consiglio UE, per fare il punto della situazione attuale e per riflettere sulle riforme future che dovranno assicurare lo sviluppo del continente.

L'attuale Presidente del Consiglio Europeo, #Donald Tusk, connotato da un forte spirito europeista, si è molto impegnato per organizzare il vertice, incontrando in anticipo diversi Premier europei.

Nella sua lettera di invito ai Capi di Stato e di Governo in vista del #Vertice di Bratislava, il Presidente ha individuato tre priorità per la ripresa europea. Ha inoltre trattato l'argomento #Brexit con nonchalance e ha manifestato il timore per l'avanzata dei partiti nazionalisti.

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Le tre priorità individuate da Tusk. Primo: la sicurezza delle frontiere esterne 

Tra le priorità individuate da Tusk trova spazio la sicurezza esterna delle frontiere dell'UE. Il problema messo sul tavolo è conseguenza del timore che ha la diplomazia europea di perdere consenso a favore delle forze nazionaliste dei vari Stati che promettono maggiore sicurezza, o della paura di assistere a nuove defezione di altri Paesi (vedi Brexit).

Tusk, infatti, scrive: "I cittadini si aspettano, a giusto titolo, che i loro Capi proteggano gli spazi nei quali vivono, per garantire la loro sicurezza. Se l'idea che abbiamo rinunciato a questa responsabilità continua a diffondersi, essi cercheranno altre soluzioni. E le troveranno".

Seconda priorità: la lotta contro la minaccia del terrorismo

La seconda priorità è relativa alla lotta contro il terrorismo. Si legge: "La crisi dei migranti ha segnato un punto di rottura.

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Il caos alle frontiere dell'anno trascorso e le immagini che mostrano quotidianamente centinaia di migliaia di uomini che attraversano il continente senza alcun controllo hanno scatenato un senso di minaccia tra numerosi europei. La mancanza di una misura immediata e di una concertata strategia tra gli Stati, ha indebolito la fiducia dei cittadini nei loro Governi, nelle Istituzioni e in chi, più in generale, è al potere, già vulnerabili a causa della crisi finanziaria. Ripristinare la fiducia è un'urgenza e la Brexit ne è la dimostrazione".

Nella seconda priorità l'ansia dovuta all'avanzata dei partiti nazionalisti è più evidente. Il contrasto dei contenuti nel ragionamento di Tusk

Esprimendo la seconda priorità, Tusk manifesta una certa ansia per l'incremento dei consensi dei partiti di destra che sono favorevoli alla repressione dei problemi in luogo dello sterile dibattito.

E con grande sorpresa usa proprio il termine di "répresion" riferendosi ad una piaga quale quella del terrorismo, accreditando, di fatto, gli avversari politici, dimenticando che il contrario di "repressione" è favore, incitamento.

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Il suo ragionamento diventa una vera e propria contraddizione in termini, carente di significato tanto da sfociare in un grottesco nonsense: "La promessa di una repressione senza pietà del terrorismo è diventata uno dei cavalli di battaglia dell'estrema destra. Inoltre, il fatto che, malgrado i nostri sforzi, non sia stato possibile impedire più attentati, rende i loro discorsi anti-europeisti e antidemocratici ancora più seducenti".

Terza priorità: il controllo sulla globalizzazione

La terza priorità riguarda la ripresa del controllo sulla globalizzazione, trovando un modo per preservare gli interessi economici e sociali dei cittadini europei, pur rimanendo aperti al mondo: "L'Europa ha argomenti sufficienti per essere competitiva sul piano mondiale, ma il ripristino della fiducia sui principali attori in gioco -lavoratori, consumatori, imprese- è conditio sine qua non".

Amara conclusione

Un mea culpa generalizzato sulla incapacità dei Governanti Europei. La conclusione della lettera in perfetto politichese: "E' arrivata l'ora di mostrarci all'altezza della situazione perché, in realtà, è il solo cammino possibile" Finora, dunque, hanno scherzato?